Ti odio, ti lascio, ti... - Magazine

Cinema Magazine Martedì 26 settembre 2006

Ti odio, ti lascio, ti...

Magazine - La prossima volta che parlerete di film con i vostri amici stranieri, rinunciate pure a tradurre in un inglese improbabile il titolo Ti odio, ti lascio, ti…
Il titolo originale “The broke up” (da to break up = lasciarsi) è stato, come spesso accade, tradotto in italiano sotto l’effetto di potenti allucinogeni per accattivare il nostro pubblico.
Per farvi capire farete prima a riferirvi a film come “quello con Jennifer Aniston, la Rachel di Fiends, l’ex di Brad Pitt“. Che in questo caso non è altro che una donna stufa di avere come compagno e convivente un uomo medio. Sì, perché la parte di Vince Vaughn (Gary) potrebbe essere invece interpretata dalla maggior parte degli uomini impegnati in una relazione pluriennale, ripresi quotidianamente come in un reality, senza bisogno di studiare recitazione o di leggere un copione.

Gary sono io, siete voi ragazzoni che non avete ancora voglia e intenzione di crescere e cambiare e di stupire in positivo la vostra partner con un comportamento qualche volta meno scontato e becero. Gary è Homer Simpson, è Peter Griffin.
Gary non chiede altro di arrivare a casa, bersi una birra, sdraiarsi sul divano e godersi il meritato riposo dopo una giornata di lavoro gustandosi lo sport in tv.
Gary non vuole altro che farsi una partita alla playstation per autogratificarsi dopo aver sostenuto una noiosissima cena con parenti vari, senza dover pagare anche lo scotto di aiutare la gentile consorte a pulire.
Perchè Gary, come noi, non può aver voglia o sentire il bisogno di lavare i piatti, può solo essere obbligato a farlo per il quieto vivere. Gary non chiede altro che un biliardo - il suo sogno fin da bambino - e non capisce come non si possa trovare lo spazio per metterlo in casa
Anche perché Gary non nega alla sua Brooke di andare al balletto, semplicemente si rifiuta di accompagnarla.

E quando, come spesso accade, si renderà conto che forse è il momento di affrontare la vita in modo leggermente diverso, dall’altra parte troverà una donna ormai svuotata di lacrime e aspettative.
Insomma, se con la vostra compagna non trovate posto al cinema o arrivate tardi allo spettacolo, potete benissimo supplire con una serata in compagnia di altre coppie, quelle serate in cui ci si lamenta di come siano diversi uomini e donne, di quelle in cui - tutti contro tutti - ci si accusa e si elencano i soliti luoghi comuni, che se sono diventati luoghi comuni avranno i loro validi motivi.
Poi, a fine serata, qualcuno concluderà che nella vita alla fine va come deve andare, che a volte "certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano", che le relazioni, se c’è una base di amore, non sono altro che un compromesso continuo, che a volte, a guardare proprio bene, alla fine poi un posto per il biliardo lo si può anche trovare….
Bene, quel qualcuno ha visto o è lo sceneggiatore di “Ti odio,ti lascio, ti…”.

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