Maternità: più spine che rose? - Magazine

Attualità Magazine Giovedì 21 settembre 2006

Maternità: più spine che rose?

In alto la copertina del volume di Di Pietro e Tavella

Magazine - Di recente ho letto un libro: Lieto evento (Marsilio), scritto dalla francese di origine marocchina Eliette Abécassis. L’autrice racconta l’avventura di una coppia felice, Barbara e Nicolas, dal momento in cui vive prima la gravidanza, poi il parto e infine il bimbo. Quello che tutti conosciamo come il lieto evento si trasforma in questa narrazione in prima persona di Barbara in un progressivo accidente della vita, di quelli che se lo sapevo.... Le trasformazioni del corpo, i malesseri dello stato interessante e l’esperienza tutta è vista con gli occhi disgustati di una donna che prima era un individuo, aveva costruito una coppia e faceva l’amante e la professionista. Poi tutto d’un tratto la gravidanza la trasforma esteriormente e interiormente, distruggendo tutto quello che c’era prima. Una voce stonata in un coro di voci che continuano a vedere la gravidanza solo nel suo effetto finale di messa al mondo di un nuovo essere umano: felice avvenimento, è evidente, anche se poi le madri nella società sono spesso lasciate sole. Tornare al lavoro, recuperare il rapporto di coppia, ritrovare la motivazione per un reinserimento nella società, spesso passa anche per servizi e strutture carenti o inadeguate. Tutto questo per informarvi che proprio di donne e maternità, ma anche di coppia e sterilità, nuove e vecchie pratiche scientifico-tecnologiche si parlerà domani, venerdì 22 settembre 2006, dalle 17 alle 19, nella sala dei Chierici della Biblioteca Berio, attraverso un altro libro, Madri Selvagge di Alessandra Di Pietro e Paola Tavella. L'approccio a questo tema, che si sviluppa da un punto di vista femminista e quindi critico (nel senso più ampio del termine), affronta l'ampia problematica intorno alle nuove frontiere raggiunte o in atto intorno alla maternità.

Il volume di Tavella e Di Pietro desume il titolo madri selvagge dalla figura del selvaggio nel romanzo di Aldous Huxley: colui che si oppone a un mondo geneticamente modificato vivendo secondo natura. Come si legge sulla quarta di copertina, il volume “denuncia l'ipocrisia del dibattito etico e scientifico sulla natura dell'embrione, quando la sperimentazione di massa del biotech sugli umani avviene nel corpo delle donne, sfruttato per il commercio legale e illegale degli ovociti”. In un breve scambio di battute, la giornalista e coautrice del testo, Paola Tavella conferma: «è un testo contro le politiche correnti, una denuncia contro l’invasione tecno-scientifica nella vita quotidiana, sul corpo delle donne, ma anche nell’ambito dell’unione tra uomo e donna. Non si discute sul fatto che l’embrione sia vita oppure no, certo che è vita, è vita umana, ma non è un bambino. La è venduta come un bene di consumo qualunque, facile e accessibile, ma in pochi sanno che il fenomeno della sterilità nella coppia è più spesso legato allo sperma maschile e al suo rapido declino.
Le coppie che ricorrono a queste tecniche non sempre sanno che la percentuale di successo è bassissima e comunque sono sempre le donne che si sottopongono a intensivi cicli ormonali i cui effetti a lungo termine non sono neppure perfettamente noti. Lo studio e la sperimentazione sugli ovociti è un altro capitolo ancora, che chiama in causa lo sfruttamento di donne povere pagate cifre irrisorie». Tavella non ha consigli immediati per le donne se non «informarsi» su una tematica che definisce «molto appassionante ma anche disturbante. Un argomento fastidioso, un piano su cui si decide il nostro destino, il destino umano». Poi con decisione ribatte per chiudere: «sono contraria alla biopolitica, non ho facili soluzioni per nessuno».

L’incontro, che sarà introdotto e coordinato da Giulietta Ruggeri, per il Laboratorio di cittadinanza femminile, vedrà la partecipazione e l’intervento di alcune rappresentanti di associazioni o movimenti femminili, in particolare saranno presenti Rosanna Gusmano - Consulta Femminile, Linda Mantero - Donne Insieme, Loredana De Paoli - SpA Politiche di donne, Carla Scarsi - La Leche League, Renata Cavallini – Fidapa, Mercedes Bo – Aied.
Tra tutte le figure femminili, venerdì 22 settembre all’incontro ci sarà anche , fondatrice del Centro nascita alternativa dell’ospedale S.Martino (pad.10) di Genova, dove si recupera - grazie a un ambiente familiare e confortevole, al lavoro di ostetriche attente e consapevoli del loro ruolo - quella serie di valori e pratiche all’insegna di una naturalità nell’esperienza della maternità. In questo reparto che è proprio la porta accanto a quello dove nascono i bambini è necessario arrivare avendo condotto una gravidanza normale, dopodiché starà alla mamma decidere come partorire: in una stanza dotata di cuscinoni, sedie, poltrone o nella vasca, sedute, acucciate, in piedi o sdratiate.

La tematica è così vasta, complessa e che solo un dibattito a più voci può renderle giustizia, sperando che siano in molte le donne, madri e no, che decideranno di intervenire per confrontarsi, informarsi o soltanto cogliere l'occasione per prendere coscienza della questione.

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