Tre giorni agli arresti teatrali - Magazine

Teatro Magazine Mercoledì 20 settembre 2006

Tre giorni agli arresti teatrali

In alto la locandina dell'iniziativa

Magazine - Se il teatro non va nelle periferie, se non arriva tra gli adolescenti che hanno lasciato le scuole, perché non portarcelo in forma di laboratorio? La ci ha provato e con certo successo lavorando lo scorso ottobre per Tempi Moderni, uno dei Centri di educazione al lavoro (CEL) dell’UCIL (Ufficio Coordinamento Inserimenti Lavorativi). A Genova di queste strutture ce ne sono 5: Arianna a Marassi, Il Laboratorio in centro storico, Tempi Moderni e ASCUR a Rivarolo e la Torretta a Cornigliano. Coordinate con il Comune di Genova e gestite da cooperative, queste realtà accolgono adolescenti tra i 14 e i 20 anni, che hanno lasciato la scuola, cercano di orientarsi nel mondo del lavoro o di trovare nuovi stimoli per tornare verso il mondo della formazione. Forti di questa esperienza Clemente Tafuri e David Beronio, fondatori e drammaturghi della compagnia teatrale, hanno costruito un nuovo spettacolo La fuga che è anche il pilastro del laboratorio La fuga: teatro e identità sociale che, oltre ai CEL, circuiterà anche in altre strutture che accolgono adolescenti (come l’Educativa di strada del quartiere Diamante, l’associazione La Giostra della Fantasia di Prà e molti altri centri sociali educativi delle aree periferiche della città).

I tre giorni intensivi (per dodici ore) di lavoro prevedono un «impatto dirompente» con la messa in scena della nuova produzione, La fuga ambientata in un’aula di tribunale dove un giudice è posto di fronte a un giovane accusato di omicidio. Ma la vittima di questa storia si scoprirà essere il giovane stesso, colpevole di non aver scelto, uccidendo così la propria identità. «Poniamo i ragazzi di fronte allo spettacolo – spiega David Beronio - con un approccio che è prima da spettatori, forti del fatto che quanto proponiamo dovrebbe scuotere i ragazzi, catturandone subito l’attenzione. Il passo successivo è aprire il meccanismo teatrale coinvolgendo direttamente i ragazzi in attività legate a alcune scene o situazioni proposte dalla pièce. Si tratta di mettere i/le ragazzi/e sul palco per fargli affrontare una situazione nuova e proporgli una visione del mondo e di loro stessi inedita». Alla domanda se i tre giorni non siano troppo pochi Tafuri spedito risponde: «Sono cinque ore al giorno intense e oltre a me e David ci sono anche tre attori della compagnia che seguono i ragazzi spesso in momenti di lavoro individuali. È un intrusione, forse addirittura un rapimento e proprio perché breve, i ragazzi sono concentrati al massimo e l'attenzione tende solo a crescere, mentre le defezioni sono davvero poche».

12 i centri coinvolti nell’iniziativa, che hanno inserito il laboratorio tra le proprie attività interne, tutti collocati nelle periferie (da Prà a Marassi, da Oregina a Rivarolo, da Cornigliano a Sestri Ponente) e tutti alle prese con ragazzi/e con diversi gradi di difficoltà e disagio. «La sfida – aggiunge Clemente Tafuri – è trasmettere un’idea diversa del teatro che superi lo stereotipo delle poltrone rosse e degli spettacoli lunghi e noiosi. Noi facciamo ricerca e dedichiamo a ogni spettacolo ogni cura costruendolo sempre a partire da testi inediti e lavorando sulla riflessione per mesi insieme agli attori. Con questo laboratorio portiamo il teatro là dove il teatro è sconosciuto o quasi, e intendiamo dare un primo segnale sulla possibilità che il teatro possa appartenere a tutti. I tre giorni vogliono quindi essere propositivi e non certo pensare di esaurire il discorso. La sollecitazione sta nel messaggio che ciò che abbiamo intorno può essere modificato, in un gioco di scambio di ruoli, per esempio, che indichi ai ragazzi l’importanza di formarsi una propria identità che porti sempre a scegliere in prima persona e non in funzione di altri o di condizionamenti esterni».

E siccome in molti di questi centri ci sono laboratori di falegnameria attrezzati di tutto punto, sta per partire anche un laboratorio con la scenografa Marcella Lustrati che metterà i ragazzi all'opera per la produzione di scene destinate agli allestimenti teatrali in città e non solo.

Info: Luca Donatiello (responsabile laboratori compagnia Waltersteiner) 329 9777850, email , www.waltersteiner.it oppure UCIL, via Lomellini 15/21 - GEnova, tel. 010 2770635, email

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