Come sono fatti i maschi? - Magazine

Outdoor Magazine Martedì 19 settembre 2006

Come sono fatti i maschi?

Magazine - Ieri sera mi sarei alzata indignata dal tavolo dove ero seduta con A. Se avessi sedici anni lo avrei guardato dal primo istante come un alieno e forse non mi sarebbe piaciuto nemmeno la prima volta che l’ho visto. Ma di anni ne ho 33, 34 a fine ottobre, e lo stupore per certi tipi di uomini l’ho perso tanto tempo fa. Ho modificato le caratteristiche che mi facevano pensare “ah però, quello sì che è un uomo appetitoso. Sono cambiate molte cose da quando rimanevo rapita di fronte ad un corpo scultoreo, non importava se non sapesse coniugare i verbi o non sapesse che Baricco è uno scrittore e non un nuovo tipo di vino.
No, non importava.
Bastava la tonicità, l’effetto tartaruga degli addominali stile gradinata stadio di Marassi. Il corpo doveva parlare il linguaggio puro degli ormoni che, saltellanti, facevano festa ad ogni impercettibile movimento muscolare, anche il battito cigliare.

Ora serve altro. Forse un cervello funzionante in un corpo discreto.
Ho detto discreto e non stile gruccia deformata.
A. assomiglia un po’ a Paolo Rossi il comico, stessa altezza anche se lui dichiara il suo metro e settanta. Non ho ribattuto estraendo dalla borsa il metro da geometra che tengo in borsa per smascherare quelli come lui. Ma se mi avesse detto che giocava a basket lo avrei trapassato con lo stecco delle olive!
Ha i capelli come si portavano negli anni ottanta, dietro lunghi cresposamente arricciati e davanti messi in ordine sparso. Si crede un tipo però.
Ma anche Massimo Ceccherini può essere considerato un maschio che può piacere per la sua simpatia, forse solo per quella. All’aperitivo la conversazione ha da subito fatto luce sulla sua ex fidanzata, sulle sue ex conquiste, sul suo lavoro meraviglioso, in una sola parola il pronome che tutti dovrebbero odiare: IO IO IO IO!!!

Dopo il primo quarto d’ora ho desiderato che qualcuno con la forza del pensiero mi trasportasse altrove. Non è successo. Ho ordinato un altro bicchiere di vino bianco, non perché io sia alcolista ma per darmi la forza di guardarlo senza avere un’espressione sul viso che tradisse il mio pensiero.
Non è bastato neppure quello perché dopo tutti gli argomenti su se stesso ha fatto sfoggio, come potrebbe fare un gioielliere della sua mercanzia, dell’argomento caro a tutti gli uomini del mondo: il sesso.
Ma non il sesso normale. No, era troppo chiedere di stuzzicarmi almeno con quelle cose.
NO!
Ha ucciso la mia fantasia parlandomi nel dettaglio di cosa gli piace fare, di cosa gli piace farsi fare, delle misure al millimetro, delle sue perversioni (ma non è rimasto nulla di perverso nel vestirsi in lattice e nel farsi legare al letto! O di praticare il pissing, a sentire lui così eccitante!) e mentre gli uscivano parole da quella piccola e insulsa cavità io guardavo il mio caro cellulino per vedere se almeno il lampeggio di un messaggio mi potesse soccorrere!
HELP!

Alla fine è venuto fuori che io non rientro nel suo canone estetico perché lui adora le anoressiche ed io di magro ho il piede, il resto è forma, sostanza curvosa.
Ma gli uomini non si fermano neppure davanti a questo piccolo dettaglio e il tentativo di bacio c’è stato. Il bacio più orribile che io abbia mai ricevuto. Un bacio senza tecnica, con una lingua che non andava da nessuna parte.
Statica.
Di quelle lingue fredde che non sanno fare il loro mestiere e che vogliono comunque essere protagoniste! Dopo questa prova del nove, e criticando il mio modo di baciare, fa il cavaliere e mi riaccompagna a casa. Non c’è altra soluzione che ributtarlo là da dove è venuto.
Avanti la prossima, le lascio il posto mio!

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