Magazine Martedì 19 settembre 2006

La posta del cuore

Se vuoi contattare Antonella Viale scrivi una email a lapostadelcuore@mentelocale.it

Cara Antonella,
ho 24 anni ed una relazione da 3 anni con un ragazzo di 22. Siamo sempre stati molto diversi, ma è per questo che ci siamo piaciuti. Riusciamo a compensarci senza troppo fatica. Sebbene la nostra sia stata una storia a distanza per 2 anni ora io sono tornata a Genova, un po' per lui un po' per me, ed una volta abituati alla situazione abbiamo raggiunto una certa stabilità.
Io non ho un lavoro fisso e nel frattempo continuo a studiare per sentirmi libera.

Per me questa è la seconda ralazione lunga. La prima è iniziata che avevo 16 anni ed è finita 4 anni dopo. Proprio come allora, adesso inizio a scalpitare, colpevolizzo il mio lui per qualunque cosa, dai chili di troppo all'incapacità di stare da sola, e sto facendo il possibile per partire di nuovo.

Non riesco a capire se sono io che non riesco ad impegnarmi o se non riesco a trovare uomini che mi facciano passare questa paura, l'ansia d'andare avanti.
Si è parlato di matrimonio, di figli e di vita insieme (come anche nell'altra relazione) e sebbene una parte di me non veda l'ora, l'altra rifugge all'idea come alla peste.

Insomma, sono un eterna insodisfatta?
Grazie per lo spazio e l'attenzione che potrai darmi
Maryanng

Cara Maryanng,
mi scuso in anticipo per la parentesi autobiografica, ma ci vuole proprio. Come potrai immaginare ho avuto la tua età e ho la fortuna di ricordarmela ancora. I tempi e l'atmosfera che si respirava non sono paragonabili, infatti quello che ti fa sentire eterna insoddisfatta con un bel po' di disagio, per la mia generazione è stato un modo di vita e anche una scelta. Più che insoddisfazione era inquietudine, e non c'era niente di più creativo.
Solo che all'epoca - fine anni '70 - nessuno si sognava di progettare matrimoni e vita di famiglia a 16 o 24 anni. Volevamo prima realizzarci personalmente, come individui e in genere all'interno di attività collettive.

La prima proposta di matrimonio che ho ricevuto, all'incirca alla tua età, è stata formulata più o meno così: "Smetti di prendere la pillola, tanto è ovvio che se resti incinta ci sposiamo". I tempi erano quelli. Non c'era spazio - visto che ci stavamo dando da fare per distruggere l'istituzione famiglia - per dichiarazioni romantiche e il matrimonio era una concessione alla pace in famiglia ecc.
Sono scappata come una lepre e ho coronato il sogno di felicità una dozzina di anni dopo. Dopo avere fatto tutto, o quasi tutto, quello che mi serviva.

Questa premessa per dire che spesso ci si conforma, più o meno consapevolmente, alle consuetidini del periodo in cui si vive. A me sembri sanissima e non mi pare che tu chieda troppo. Mi pare che tu voglia trovare prima la tua strada, poi un uomo con cui tentare di percorrerla. Mi sarei sorpresa - e dati i tempi non faccio che sorprendermi- se ti fossi sposata da bambina o quasi, o se cedessi ora a un legame che non ti convince più solo perché "è normale sposarsi a quest'età e mettere su famiglia". Rassegnati, sei una ragazza demodé, ma non rassegnarti a cedere a un amore finito.

E lasciati ripetere ciò che ho detto molte volte: l'amore, eh sì, finisce sempre, dopo un numero imprecisato di anni. La vera sfida è mantenere vivo un sentimento meno passionale che unisca comunque la coppia, imparare a trasformare l'emozione intensa in complicità altrettanto intensa.
Magari ti sembro pessimista più che obiettiva. Allora aggiungerò un'altra cosa che ho detto spesso: conosco pochissime coppie - ma ci sono - che sono state capaci di mantenere intatta la magia. Il segreto, forse, lo svelerò la prossima volta.

Ti auguro di viaggiare molto, di fermarti tra un po' e di avere quello che vuoi: lavoro appagante e famiglia serena,
Antonella
di Antonella Viale

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