Concerti Magazine Lunedì 18 settembre 2006

Gianna Nannini: trent'anni di rock

Nella foto: la copertina di 'Grazie'
L’amore è bello solo se lo fai con me, e allora che ti meravigli. Dopo il successo del singolo Sei nell’anima, che ha raggiunto la vetta delle classifiche italiane, Gianna Nannini ha sfornato un altro bel tormentone estivo con il brano Io. Ma il 16 agosto, quando doveva cantare questi ed altri suoi successi al Campo Sportivo Gallotti di Rapallo, è venuto giù un perfido acquazzone. La data si recupera mercoledì 20 settembre, alle 21.30, sempre nel complesso di località Poggiolino.

A cinquant’anni suonati, quaranta di musica, non accenna a diminuire la verve della rockstar più famosa d’Italia. Gli ultimi riconoscimenti di un’estate calda: l’album Grazie è già triplo disco di platino, il Festivalbar l’ha premiato come miglior album del 2006. Gianna ha vinto il premio Miglior concerto d'autore 2006 a Lamezia Terme e ha riempito piazze e arene di tutto lo stivale.

Oltre ad essere un’artista coi fiocchi, Gianna da sempre è un personaggio che va oltre la musica: impegnata a sostenere i diritti degli emarginati e a lottare contro tutte le guerre.
La sua bisessualità non è mai stata un segreto. «Sono bisessuale, battagliera e contro guerre e sessismi. L’amore per una donna o un uomo è l'incontro tra libertà», ha detto in un’intervista comparsa sul sito internet .

Niente peli sulla lingua. Si capiva già dal primo successo: America, che la fece conoscere al grande pubblico nel 1979, e che parlava di masturbazione. L’album California, di cui America fa parte, le spalanca subito le porte dell’Europa. La sua vena rock sarà molto apprezzata in Germania, Austria e Svizzera. Con Fotoromanza (1984) - il cui video è firmato da Michelangelo Antonioni – e l’album Profumo (1986) decollano la vendite. Quest’ultimo supera il milione di copie.

Eppure agli inizi non fu tutto così facile. In una recente intervista a dice: «Ricordo il mio primo provino alla Fonit Cetra di Torino. Avevo quattordici anni, allora andavano i concorsi di voci nuove, c'erano Nada, la Cinquetti, si portavano le cantanti ragazzine; mi dissero, vada a casa, lei è negata, non potrà mai fare la cantante».
Il problema? Non andava a tempo. Sempre dall’intervista a Castaldo dice: «Prendevo il tempo come veniva. [...] Finché stavo sola al pianoforte andava tutto bene, se ci mettevi una band mi dicevano "ehi, che fai?". Poi sono andata in Germania, lì sul ritmo erano minimalisti, semplici, era bello, con loro mi trovavo bene, ho capito che non dovevo andare con la parola sul colpo di rullante, ci dovevo navigare sopra».

Sempre in bilico tra un’anima ribelle e una più nazionalpopolare, la musicista senese (nata nella contrada dell’Oca) è anche quella di Un’estate italiana, colonna sonora dei Mondiali di Italia 90 cantata con Edoardo Bennato. Con Grazie ritrova lo smalto dei primi tempi, la gioia, la rabbia, l’energia. E il pubblico apprezza.

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