41 pièce per i 55 anni dello Stabile - Magazine

Teatro Magazine Giovedì 14 settembre 2006

41 pièce per i 55 anni dello Stabile

Magazine - «Melato Pagni Pagliai Franceschi Machiavelli Shakespeare Tolstoj Sciaccaluga ... Beckett Williams Brecht Goldoni ... Latella Arias Corsini Branciaroli ... Kristof Paolini Celestini Pasolini O'Brein Berkoff...». Su sfondo nero la copertina del programma di quest'anno dello Stabile di Genova (a cura di Firma e impreziosito dalle illustrazioni di Ettore Veruggio) presenta tutti, o quasi, i protagonisti della nuova stagione teatrale 2006/2007 che è la cinquantacinquesima. Nominati per cognome e non in ordine alfabetico compaiono in grigio alcuni degli attori di punta, gli autori dei testi da ogni epoca della storia della letteratura e i registi che saranno al centro dei 41 spettacoli in cartellone. L'ordine sembra allestito casualmente, ma l'avvio della lista in realtà parla già della nuova stagione, delle tournée, di alcune conferme e di alcune novità dentro la compagnia dello Stabile e certo delle produzioni confezionate a proposito dall'interno e delle ospitalità selezionate.

A colpo d'occhio spicca nel panorama nutrito di proposte una chicca: l'Ofelia, segreti e amori del londinese Steven Berkoff (13-18 marzo). Emerso negli anni '70 nel filone fringe della controcultura teatrale, ha proposto un teatro politico sempre provocatorio e conflittuale mescolando il linguaggio visivo a quello della parola. Tra i registi da seguire, spostandosi sui nomi italiani, torna Antonio Latella, di cui l'anno scorso abbiamo visto un e che, nel 2007, presenta La cena delle ceneri, da Giordano Bruno di Federico Bellini (27 marzo-1 aprile).

Ma torniamo allo spunto iniziale: la copertina del nuovo programma. «Melato Pagni Pagliai Franceschi Machiavelli Shakespeare Tolstoj Sciaccaluga»: sono i primi magnifici otto di cui c'è per ognuno qualcosa di particolare da dire in questa nuova stagione. Mariangela Melato, conferma la sua appartenenza al gruppo genovese e quest'anno si lancia in una nuova sfida: un One-Lady Show di cui è attrice e coautrice, Sola me ne vo, (dal 16 gennaio al 4 febbraio alla Corte). Una delle 5 nuove produzioni dello Stabile dove l'attrice recita, canta e balla compiendo un viaggio a ritroso nel teatro italiano tra ricordi personali, amicizie e maestri. Eros Pagni, già al centro dell�attenzione per il premio ricevuto dalla critica, quest�anno è in tournée con il Teatro Stabile del Veneto che fa certo tappa a Genova con il Mercante di Venezia, (alla Corte dal 21 novembre al 3 dicembre) - il che immediatamente spiega anche Shakespeare tra i magnifici otto , ma sarà anche in tournée a partire da febbraio con Morte di un commesso viaggiatore. Di Shakespeare ci sarà anche un Enrico V (27 novembre - 22 dicembre): esercitazione diretta da Massimo Mesciulam con i giovani attori della compagnia dello Stabile che il teatro ha deciso di premiare per l'efficacia.

Come si dice in gergo, Ugo Pagliai è la new entry impegnato sulla prima delle nuove produzioni del teatro: la Mandragola, di Niccolò Machiavelli, spettacolo di apertura della stagione per la regia di Marco Sciaccaluga, il 18 ottobre e fino al 5 novembre alla Corte. Sempre procedendo lungo il listato dei cognomi si arriva a un'altra nuova acquisizione nella compagnia, o forse meglio parlare di ritorno per Vittorio Franceschi, protagonista della seconda produzione diretta da Sciaccaluga con la partecipazione di molti giovani attori (tra cui Alice Arcuri, Fiammetta Bellone, Massimo Cagnina, Fabrizio Careddu, Lisa Galantini., ecc.): Svet. La luce splende nelle tenebre, testo drammaturgico di Lev N. Tolstoj in cartellone a gennaio, (dal 10 al 28), al Duse, in una traduzione di Danilo Macrì). Testo mai rappresentato in Italia che condensa alcune delle principali tematiche dell'ultimo Tolstoj tra cui l'anticlericalismo, il rifiuto della violenza, la non resistenza al male e la concezione evangelica dell'esistenza.

Scorrendo la lista questa volta in modo sparso ma con un occhio alla letteratura contemporanea, troviamo per esempio due Beckett (ricorre nel 2006 il centenario dalla nascita del Nobel per la Letteratura): Finale di Partita con Franco Branciaroli che ne è anche regista (25 ottobre - 4 novembre al Duse) e Aspettando Godot con Giorgio Donati e Jacob Olesen, sulla scena internazionale dal 1981 con proposte di teatro clownesco dove si recupera la scuola di Chaplin, quella surreale dei Fratelli Marx, le gag del cinema muto, affondando radici nella Commedia dell'Arte. Scopriamo poi che nel cartellone c'è uno spazio riservato al teatro di narrazione rappresentato da Ascanio Celestini con il suo nuovo lavoro, Appunti per un film sulla lottta di classe (2-5 maggio 2007), e da Marco Paolini e I Mercanti di Liquore in scena con Miserabili. Io e Margaret Thatcher (17-22 aprile). Sappiate che torna Moni Ovadia in ben due momenti della stagione: durante il Festival della Scienza con un incontro-spettacolo (30 ottobre) e a dicembre (dal 5 all�8, alla Corte) con Le storie del Signor Keuner di Bertold Brecht, di cui quest'anno ricorrono i 50 anni dalla scomparsa. Sempre pescando tra le novità del nostro secolo e tra gli interpreti del nostro contemporaneo, Massimo Olcese e E Adolfo Margiotta tornano al teatro, insieme a Vito Favata, con John e Joe un testo dell'ungherese Agota Kristoff (6-11 marzo). I nomi degli autori a noi vicini sono ancora tantissimi e vi rinviamo al sito del teatro per consultare tutto il cartellone, ma prendete nota almeno di 7 piani un adattamento dal racconto di Buzzati con Ugo Pagliai e Paola Gassman, di Eden da Eugene O'Brien, Neil Simon con Prigioniero della 2a strada, de Il padre di August Strindberg, La concessione del telefono di Andrea Camilleri e Giuseppe Di Pasquale, Albert Camus e Jean Grenier di Carlo Fanelli.

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