Magazine Martedì 5 settembre 2006

La posta del cuore

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Cara Antonella,
la donna che amavo (o credevo di amare?) mi ha tradito, ma non lo ammette. Stiamo insieme da diversi anni - più o meno 7 - e da due le cose si erano fatte più impegnative per entrambi (lei è più giovane di me) per la scelta di andare a convivere. Tutto bello per il primo anno, ma qualcosa è cambiato con l'avvio del secondo. Sì, forse io non sono stato sempre brillante, anzi devo confessare alcuni momenti difficili, qualche delusione, forse un po' di depressione, ma niente di serio.
Ora scopro tutto e glielo dico. Lei nega, mi dice che sono mie perversioni, che sono ossessionato e geloso, accusa mai formulata prima, anzi: spesso lei lamentava disattenzione. Insomma, sono confuso: sarò davvero diventato troppo possessivo? E lei mi amerà ancora? E l'altro - sempre che ci sia - sarà una cosa passeggera o seria? Come capirlo? Vorrei tentare di ricucire, ma mettendo in chiaro la situazione. Che devo fa'?

Che devi fa', caro anonimo?
Una bella pensata su te stesso. Quello che una volta chiamavano "esame di coscienza". Nel senso che mi sembra che minimizzi un tantino, quando fai l'elenco delle tue assenze, dei momenti di depressione... E sii onesto, tanto il giudice sei tu e non devi rendere conto a altri, quindi puoi permettertelo, poi tira le tue conclusioni: ha ragione lei a recriminare, oppure è soltanto su una posizione di difesa?
Ciò fatto, sarai già diventato un po' più grande e non avresti bisogno del secondo consiglio. Che comincia con una domanda: sei proprio sicuro o hai creduto a qualcuno? E non è che questo qualcuno abbia qualche interesse a danneggiare la vostra storia? Risposto anche a questa domanda, non ti rimane che l'ultimo passo: se lei insiste a negare e invece è vero, mollala. Non si fa così tra adulti che hanno scelto una vita insieme. Se ammette, cerca di capire quanto sia grave il danno, se credi di poterlo riparare insieme a lei senza rinfacciarle mai - e dico mai - la trasgressione e passa all'azione con proposte serie, ragionate, nelle quali la coinvolgerai.
Ciò detto, trovo che un paio di corna al primo momento di sconforto non siano una reazione tanto sensata e neanche tanto adulta. Quindi mi sa che vi converrebbe provare a crescere insieme. E visto che lei è più giovane, forse dovrai fartene carico tu in modo più impegnativo e responsabile. Personalmente penso che la prima sia - quasi - sempre da perdonare.
Auguri,
Antonella

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di Antonella Viale

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