Magazine Giovedì 31 agosto 2006

Segnali di Fumetto

Nelle Immagini: la Batmobile e Adam West in un collage di bat-azioni

Magazine - Batman e Robin - interpretati dal “morbido” Adam West e da Burt Ward - ricevono una soffiata: al largo di Gotham City, il Commodoro Schmidlapp è in pericolo.
Il dinamico duo accorre ma il rapimento del Commodoro è solo l’inizio di una serie di trappole preparate dalla combriccola del crimine formata da Joker, Il Pinguino, L’Enigmista e Catwoman.
Inizia così il primo film di Batman, girato e realizzato nel 1966 approfittando dell’incredibile successo delle serie televisiva che vedeva come protagonista il vigilante incappucciato.

La serie, che in Italia era trasmetta regolarmente su e che oggi naviga tra le varie emittenti private, ricalcava uno stile piuttosto diffuso nell’America degli anni sessanta, quando la televisione la si guardava anche al cinema.

Ogni episodio chiudeva con l’eroe sul punto di soccombere e con il bat–appuntamento alla bat–settimana successiva, alla stessa bat–ora sullo stesso bat–canale. Il marketing spicciolo per garantirsi la fidelizzazione funzionava e così il paese si fermava aspettando di scoprire che l’eroe di Gotham ce l’avrebbe fatta.
Guardando la serie viene da chiedersi come mai cattivi dell’epoca – tra cui spiccava un eccellente Joker interpretato da Cesar Romero – non pensasero mai a qualcosa di definitivo e risolutore come una pallottola in fronte ma, chiacchierando fino allo sfinimento, infilavano il giustiziere mascherato in un frullatore a manovella o sotto una cascata di sardine pensando, in basi a chissà quali certezze scientifiche, che simili trappole fossero l’arma finale.

Due gli elementi di rilievo a completare le puntate: la batmobile a reazione, una Lincoln Futura del 1955 e le vignette con le quali si accompagnavano, tra un crash, un pow e un kapow, le scazzottate.
Trappole, suoni onomatopeici e super batmobile ritornano anche nel lungometraggio da 105 minuti in cui il pathos della trama lascia il passo ad una serie di gag esilaranti che avvicinano il Cavaliere Oscuro più alla Pallottola Spuntata che al cervellotico psicolabile eroe che siamo abituati ad incontrare sui fumetti o al cinema. Un Batman che fa ridere è un’immagine talmente lontana dallo spirito del personaggio creato da Bob Kane da risultare assolutamente vincente.
Nel lungometraggio, unico esempio di un batman da grande schermo prima dell’arrivo di Tim Burton, sono divertenti i confronti dialettici con Robin, grottesche le arrampicate sui muri e assolutamente esilaranti alcune scene, su tutte quella in cui il Nostro fatica a liberarsi di una bomba sul punto di esplodere. Guardare per credere.

Ovviamente anche nel film i cattivi preferisco cazzeggiare invece che annientare il loro avversario secondo abitudini che, con gli anni, non sono affatto cambiate.
Prendete il nuovo cinematografico: Lex Luthor arriva ad un passo dall’uccidere la sua nemesi e invece che finirlo con un risolutore e definitivo colpo in fronte preferisce sfinirlo con dialettica e calci ne sedere, come a dimostrare che non sono gli eroi ad essere invincibili ma sono i cattivi ad essere un po’ rinco. Sono sicuro che se ci fosse stato Hannibal Lecter al posto di Luthor, l’ultimo figlio di Kripton sarebbe finito allo spiedo.

Consigli per gli Acquisti:
Il Bat-film è venduto regolarmente nei negozi cinematografici a meno di 10 Euro. Anche se è, nel suo genere, una specie di Cult, non è necessario acquistarlo. Basta recarsi in una videoteca fornita, tipo ma non solo, e potrete vederlo e rivederlo al costo di una ricca bat-colazione.

di Francesco Cascione

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