Magazine Martedì 22 agosto 2006

La posta del cuore

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Che fare?
Ho conosciuto da qualche tempo una ragazza con cui mi trovo veramente bene. Si ride, si scherza, ci si trova d'accordo su molte cose.
Lei è amica di una mia collega. Dopo qualche uscita casuale in cui c'eravamo tutti e tre, ci siamo scambiati i numeri di cellulare e abbiamo iniziato a messaggiarci.
Io sono fidanzato, lei pure. Non è ancora successo nulla ma la confidenza aumenta, temo che se mi lasciassi andare succederebbe un casino.
Ho paura. Che devo fare?
Ciao,
Sandro

Caro Sandro,
la compiantissima Colette Rosselli –donna Letizia su Grazia- avrebbe scritto: non ami né l’una, né l’altra, lascia perdere tutte e due. L’avrebbe detto con più garbo di me, ma il senso sarebbe stato quello.
Però i tempi sono cambiati, allora i matrimoni erano –quasi- indissolubili, pena la morte sociale (della donna in genere). Oggi le coppie si creano e si disfano con molta più disinvoltura e, senza giudizi più moralistici che morali, lo fanno un po’ troppo spesso.
Quindi il mio conciso consiglio è: piantala anche tu con questi metodi adolescenziali, finiscila di messaggiarti, parla e ascolta come fanno gli adulti poi decidi. Certo che hai paura. Ma uno che diceva "mai lasciare il certo per l’incerto" ed era un mio caro amico, lasciò la ragazza con cui stava da anni quasi da un giorno all’altro per una nuova. Sono sposati da almeno venticinque anni, hanno due figli e il matrimonio non dà segni di stanchezza. Quindi, se è il caso e non è solo attrazione fisica, lascia –e fai lasciare il certo per l’incerto. Probabilmente andrà bene. Questo è quanto posso dire a una persona che –come fate tutti, mi sono quasi rassegnata- non mi racconta il contesto.

Due righe, infine, per spiegare la mia palese ostilità nei confronti degli SMS, di cui per altro mi servo spesso perché sono più economici e danno meno fastidio a chi lavora: ci rendono tutti più anglosassoni, importano una cultura che non è la nostra, quella della distanza fisica, del non mostrare le emozioni, danno la possibilità di scrivere qualunque cosa e –chissà poi perché- privano lo scritto di qualunque valore. Servitevene solo per gli appuntamenti di lavoro e non, credetemi, è meglio. E a te, Sandro, auguri,
Antonella

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di Antonella Viale

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