Concerti Magazine Lunedì 21 agosto 2006

Voglia di lirica a Verona

In alto: una scena di Tosca all'Arena
in basso: uno scorcio di Verona
Il pittore Mario Cavaradossi, che in una chiesa romana è intento a dipingere quadri di tema religioso, si trova a dover nascondere un fuggitivo all’interno della cappella. Il barone Scarpia, capo della polizia, nutre sospetti nei confronti di Cavaradossi e tenta di scoprire la verità ingannando la cantante Floria Tosca, amante gelosissima del pittore, costringendola infine a confessare tutto. Mario Cavaradossi verrà arrestato e fucilato. Tosca, incapace di sopportare il dolore, si toglierà la vita.
Gli amanti della lirica avranno di certo riconosciuto in queste poche righe la trama di Tosca, una delle più famose opere di Giacomo Puccini. Io, invece, l'ho scoperta per la prima volta durante il viaggio in treno che, da Genova, mi ha portata fino a Verona.

Tanto vale confessarlo subito: io di tenori, soprani e cori non ne capisco un granché. Ma il pensiero di assistere alla Tosca firmata Hugo De Ana e interpretata da veri e propri mostri sacri della lirica - da Marcelo Alvarez (tenore, nel ruolo di Mario Cavaradossi) a Fiorenza Cedolins (soprano, nel ruolo di Tosca), fino a Silvano Carroli (baritono, nel ruolo di Scarpia) - mi ha solleticata a tal punto da portarmi nella romantica Verona per la prima volta.
L’Arena si staglia, inconfondibile, nel cielo veronese. La grande piazza Brà è tutta dedicata all'imponente anfiteatro romano. E così, passeggiando nei pressi dell'Arena, è facile imbattersi nell'enorme Sfinge di cartapesta che è parte della scenografia dell'Aida.

Da una delle porte d'ingresso scorgo gli abiti di scena, appesi e pronti per essere indossati dal coro e dalle comparse. Immancabile lo Shop, dove non mancano gadget davvero improponibili: c’è persino il balcone di Giulietta in miniatura, di quelli che cambiano colore ogni volta che cambia il tempo. Ma per i veri appassionati c’è anche un serie di cd dedicati a Maria Callas.
L’entrata nell’Arena è stata emozionante: il tramonto colora di arancio le antiche mura, e quando arriva il buio ecco che il pubblico accende le tradizionali candele colorate, che segnano l’inizio dell'Opera.

Solo allora riesco a mettermi nei panni dei cantanti, accolti in palcoscenico da mille lucine gialle. Lo spettacolo è di quelli che lasciano senza fiato: Alvarez è uno dei più grandi tenori al mondo e la sua voce affascina anche chi, come me, non mastica la lirica. Tosca è commovente quando canta la sua disperazione per aver perduto l’amato.
L'unico bis, voluto fortemente dal pubblico, è stato uno dei momenti più belli della serata: “e muoio disperato”,ha cantato Alvarez per ben due volte.

L'ultimo appuntamento con Tosca all'Arena di Verona sarà venerdì 25 agosto.

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