Facce da Portogallo - Magazine

Viaggi Magazine Venerdì 18 agosto 2006

Facce da Portogallo

Nella foto in alto: un tram passa nei vicoli dell'Alfama, a Lisbona.
In basso: il ponte Dom Luìs I, a Porto.
© Michele Lepera

Magazine - La signora Annamaria gestisce una pensão nel pieno centro di Lisbona. Difficile non passare per Praça dos Restauradores, anche solo per caso. All’interno dell’enorme piazza la sua pensione non si fa notare, però è l’unica munita di ascensore, e questo è motivo di vanto in una città dove tutto è in salita. Annamaria ha imparato a salutare tutti i turisti nella loro lingua, forse per farli sentire a casa. Sta alla reception insieme al marito, brutto fuori ma bello dentro proprio come la loro piccola pensione.
A Lisbona c’è sempre il sole, anche di notte. Lo sa Chico, che ogni giovedì sera percorre Rua da Atalaia fino al numero 108. Lì, nel pub Ar Puro, Chico attacca la sua chitarra per regalare un po’ di Bossa Nova alle facce da vicoli della città. È incredibile come i san pietrini che ricoprono l’asfalto del Bairro Alto riflettano perfettamente la luce dei lampioni. Chico ha scelto di esibirsi in un locale che gli assomiglia. Ar Puro serve la caipirinha migliore di Lisbona. E poi è l’unico dove não se fuma.
L’autista del 28, invece, di notte non esce mai: le giornate trascorse sul tram più famoso della città sono sempre troppo stancanti. Quando passa tra i vicoli stretti dell’Alfama, però, quasi si sente una star: tutti si fermano a guardare il muso giallo di quello che è un semplice mezzo di trasporto, ma che oggi rappresenta Lisbona quasi quanto la statua di Fernando Pessoa situata davanti all’antico Café Brasileira di Rua Garrett, nel cuore del Chiado.

Poco distante da Lisbona, tra le mura della cittadina di Obidos, il signor Ginja fuma una sigaro sulla porta del suo pub, che a Obidos è un’istituzione. Di notte, quando i negozietti di souvenir sono chiusi e la via principale del paese deserta, la sua collezione di bottiglie, gli antichi orologi e gli specchi attirano ancor più l’attenzione. E poi ci sono quelle lampade variopinte: i turisti che, incuranti, bevono un bicchiere di liquore seduti ai tavoli di legno grezzo del locale non sanno che dietro ad ognuna di esse si nasconde una storia.
Il Ginja - dice lui ai più sprovveduti – è il liquore tipico di Obidos. Il signor Ginja non ricorda una sola notte in cui qualcuno non si sia fidato di lui. E la dolcezza di quel succo al gusto di ciliegia gli ha sempre dato ragione.

Per chi vive a Coimbra è diverso: a metà strada fra Lisbona e Porto, i viaggiatori non sanno mai se fermarsi un po’ oppure ripartire. Fernão lo vede negli occhi di chiunque gli chieda un quarto – una camera – nella sua Residência. Vogliono sostare una notte, ma poi scoprono la città vecchia e la guardano dal ponte durante il tramonto. Così se ne innamorano e non vorrebbero andare più via.
Si accorgono che Coimbra è tutta in salita, ma che i giovani studenti de l’Universidade hanno trovato il modo per sfruttare tutte quelle scale. E allora anche i viaggiatori, la sera, si ritrovano a sedersi insieme a loro sui gradini, magari davanti all’ingresso di per bere una birra proprio mentre al restaurante Trovador si suona il fado e si mangia bacalhau.

Porto non ha vergogna e si lascia scoprire in una notte. Basta percorrere a piedi tutta la città - questa volta in discesa - per lasciarsi alle spalle la sua affascinante decadenza e ritrovarsi sulle rive del fiume Douro, tagliato dal ponte Dom Luìs I. L’imponente costruzione è targata 1886 ed assomiglia terribilmente alla Tour Eiffel.
Il cameriere di uno dei tanti ristoranti per turisti che affollano le rive del fiume assomiglia molto a Tom Hanks. Lui ha a che fare con quei viaggiatori che, stanchi di mangiare pesce tutti i giorni, si concedono - per una sola sera - un hamburger o un’insalata. Tom Hanks vive a Porto da una vita. Ha dovuto superare anche lui, da bambino, “la grande prova”: tuffarsi nel Douro gettandosi dal ponte non è cosa semplice. Ancora oggi i ragazzini lo fanno e i passanti si fermano per vedere – e magari fotografare - il piccolo spettacolo. Tom Hanks sorride ripensando ai tempi della sua “iniziazione”. A volte ride da solo mentre serve ai tavoli e scherza sempre con i turisti. Sa che così gli lasceranno una mancia più grossa.

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