Magazine Giovedì 17 agosto 2006

Segnali di Fumetto

Nelle immagini Superman e Doomsday.
© www.dccomics.com

Magazine - Dopo quasi vent’anni dall’ultimo appuntamento cinematografico, il figlio di Kripton ritorna nelle sale con un colossal che ha scomodato attori come Kevin Spacey, qui diretto come nei Soliti sospetti da Bryan Singer, e un Marlon Brando redivivo per rivestire, come nel 1974, i panni di Jor-El, il papà naturale del supereroe più vecchio e più amato dagli americani.

La vita fumettistica di ha origini nella preistoria del fumetto. Era infatti il 1938 quando dalle menti di Jerry Siegel e Joe Shuster nasceva il boy scout dotato di tutti i superpoteri possibili. Vola, è fortissimo, ha la vista calorifica e il supersoffio. Ha persino la vista a raggi X! Il sogno proibito di ogni adolescente e non solo…
Superman incarna il sogno americano, tanto che il suo motto, truth, justice and american way (verità, giustizia e sogno americano) spesso viene associato all’essenza stessa della cultura a stelle e strisce. Persino Bush lo usa spessissimo e, garantisco, il presidente degli USA non è Superman!

I buoni sentimenti, però, non sempre garantiscono successi nelle vendite. E così, all’inizio degli anni novanta, durante un periodo di grossa crisi per i Comics, ecco che Dan Jurgens sceneggia una storia sconvolgente, durante la quale Superman viene ucciso.
Non si tratta di una morte apparente, nulla a che vedere con la finta morte di Bobby che, all’epoca, sciolse in lacrime mamme, nonne e zie appassionate di Dallas.
Gli anni ottanta e la golden age dei fumetti sono alle spalle. Anche i supereroi devo avere i loro bei mal di testa. Superman, campione del moderno Olimpo degli eroi, deve avvicinarsi un po' di più ai lettori. Più che una necessità sociologica è una necessità creativa. Un Superman troppo forte non ha possibilità narrative e questo, i lettori, lo avevano già capito disertando le edicole.

Ma – avranno pensato alla DC – come si fa a complicare la vita al più forte di tutti?
Semplice, ha risposto Dan Jurgens: lo ammazziamo!
Carta, penna e calamaio e la Morte di Superman diventa realtà.
Ad uccidere l’Uomo di Acciaio ci pensa un cattivo fatto di Male allo stato puro. Comunica solo con la violenza, è una specie di calamità naturale itinerante di cui non si sa assolutamente nulla. Il suo nome è un destino, Doomsday, il giorno del giudizio. Come dire, la morte di Superman è la fine del mondo.
La trama è semplice ma avvincente. I due campioni si affrontano in giro per gli States per poi concludere il duello davanti al Daily Planet. L’ultimo colpo ricorda la scena finale di Rocky II, ma l’epilogo è drammatico: Superman muore tra le braccia della sua amata Lois Lane.
Finita? Macché.
Come cantavano (più o meno) i Nomadi, se Superman muore è per tre giorni e poi risorge… e così, tra vari colpi di scena, il supereroe torna dal regno dei morti con capelli lunghi e nuove paranoie. Un vero eroe contemporaneo, un po’ Ercole e tanto Paperino.

Consigli per gli acquisti:
La Morte di Superman è una delle saghe a fumetti più avvincenti con protagonista l’ultimo kriptoniano. Ben sceneggiata, ben disegnata e, sebbene abbia un finale ovvio – il ritorno dell’eroe – non è assolutamente banale.
Rintracciarla non è complicato: ultimamente è stata pubblicata dalla di Repubblica a meno di 8 Euro per cui, se non avete voglia di girare per i soliti mercatini (sempre consigliatissimi), potrete chiedere lumi direttamente al vostro edicolante di fiducia.
Se avete voglia di conoscere Superman direttamente dalla celluloide il nuovo film non promette scintille, ma sembra essere comunque un buon prodotto. Prima di entrare in sala, però, date una ripassata ai primi due della serie, quelli con Christopher Reeve come protagonista. Quello di Bryan Singer è il loro figlio naturale.
Buona lettura!

di Francesco Cascione

Potrebbe interessarti anche: , Il Natale del commissario Maugeri, l'ultimo libro di Fulvio Capezzuoli. La recensione , Bonelli: Dylan Dog e Martin Mystere nell'Abisso del male , A mali estremi: nuovo caso per la colf e l'ispettore di Valeria Corciolani , Peccato mortale di Carlo Lucarelli: un altro intrigo da risolvere per il commissario De Luca , Le Quattro donne di Istanbul: un romanzo suggestivo e commovente di Aişe Kulin

Oggi al cinema

Il conformista Di Bernardo Bertolucci Drammatico Italia, Francia, Germania Ovest, 1970 Il film è tratto dall'omonimo romanzo di Moravia. Un giovane, che crede di aver compiuto un omicidio, per rientrare nella "normalità" aderisce al regime, diventandone addirittura uno fra i sicari più crudeli: durante il viaggio di... Guarda la scheda del film