Magazine Mercoledì 9 agosto 2006

Senza peli sulla penna

Nella foto: la copertina di 'Parente di nessuno'
Un libro come questo non me lo potevo far scappare, soprattutto perché con Massimiliano Parente ho molte cose in comune e basta questo per farmelo apprezzare. Lasciamo stare se non condivido tutte le cose che dice, quello fa parte del gioco, mica la possiamo vedere allo stesso modo su tutto. Parente mi piace perché è uno spirito libero, parla fuori dal coro e si mette in gioco, rischia di apparire indisponente e irriverente, si fa prendere la mano dalle sue passioni, ma almeno si vede che scrive solo per amore della letteratura.
Parente di nessuno raccoglie gli articoli pubblicati dall’autore (che non vuol essere chiamato giornalista ma scrittore) su Il Domenicale nel biennio 2003 - 2005 e che hanno come tema la letteratura italiana contemporanea.

Parente non risparmia nessuno e dal diluvio universale salva soltanto Busi (i suoi libri ma non la persona), Arbasino, D’Arrigo, , Fenoglio, Gadda e pochi altri.
Ce ne sono pure per Tabucchi che io ho sempre portato come esempio di narrativa italiana di alto spessore, ma Parente non la vede così, per lui vale quanto Ammaniti e i suoi libri sono solo ottime sceneggiature per futuri film. Non ha torto Parente quando se la prende con i narratori inutili per antonomasia, gente come Aloia, , Ballestra, Bevilacqua, Cotroneo, Piperno, Covacich, Avoledo, (leggi anche ), Mozzi, e molti altri.

Mi piace meno quando stronca per partito preso, magari solo per il colore politico dell’autore e forse non ha neppure letto (peccato grave per un recensore) il libro che mette all’indice. Negli articoli ci sono molte frecciate rivolte a (leggi , la sua rubrica su mentelocale.it), una delle scrittrici erotiche più raffinate della narrativa contemporanea, soprattutto estranea alle conventicole sponsorizzate da D’Orrico e soci. Parente se le poteva risparmiare, pure perché basta leggere un piccolo capolavoro come per farsi un’idea sul valore di Francesca Mazzucato.

Non ricordo, invece, libri memorabili di Massimiliano Parente, ma li andrò a cercare e visto che lui è uno scrittore overground (la definizione è sua) non sarà difficile trovarli. Ci sono pure io tra le pagine di questo libro, in un pezzo dove Parente recensisce, stroncandolo, Vedere Cuba dalla parte dei cubani, che uscirà a ottobre 2006 per Stampa Alternativa con il titolo di Almeno il pane Fidel - Cuba quotidiana. Per me resta un mistero sapere dove possa averlo letto il 9 ottobre del 2004.

di Daniele Miggino

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