Magazine Lunedì 7 agosto 2006

Sanguineti: dobbiamo goderci la vita

Non è passato molto tempo da quando abbiamo letto . In quel volume, curato da (vedi anche , la sua rubrica su mentelocale.it), il poeta racconta gli ultimi cent'anni tramite il filtro alcune parole chiave.
Con una forma simile, è appena uscito Abecedario di Edoardo Sanguineti, doppio Dvd che contiene una lunga video-intervista di Rossana Campo all'intellettuale (Derive Approdi, 35 Eu). Si va da "avanguardia" a "zero", passando per comunismo, danza, letteratura, quotidianità, sesso, università, vita. Un colloquio in cui Sanguineti tiene banco per oltre quattro e mezza.

L'idea, scrive Rossana Campo nell'introduzione, è piaciuta subito. A dicembre le riprese, oggi il Dvd è pronto. Sentiamo la scrittrice al telefono.

Come è nato il progetto?
«Quando, poco meno di un anno fa, uscì l'Abecedario di Gilles Deleuze - dice la scrittrice - Derive Approdi non aveva ancora intenzione di fare una collana. Poi, parlando con alcuni amici della casa editrice, è sorta la domanda: con quale intellettuale italiano chi potrebbe fare lo stesso? Beh, la mia risposta è stata spontanea».

Come è andata?
«Sanguineti ha un'energia incredibile. Le riprese sono durate circa una settimana, è stata una full immersion. Alla fine delle conversazioni il regista (Uliano Paolozzi Balestrini) ed io eravamo distrutti, invece lui ci portava fuori, per locali, a mangiare e bere». Tra parentesi, "bere" e "fumo" sono due capitoli dell'intervista.

Per te cos'ha significato?
«È stata un'esperienza molto intensa. Intanto il ritorno a Genova, dove sono nata ed ho studiato. Poi il colloquio con il maestro, bravissimo, sempre impeccabile».

Come sono state scelte le parole chiave?
«Ha voluto che le scegliessi io perché crede molto nella spontaneità e nell'interazione con l'intelocutore. Ho cercato di seguire i punti cardine attorno ai quali ruota la sua opera e la sua vita: la letteratura - quindi l'avanguardia e la sperimentazione (tra le altre parole anche pittura, teatro, romanzo n.d.r.) - l'impegno politico (comunismo, guerra n.d.r.); poi il lato legato agli affetti, all'amore, in cui esce fuori l'importanza della psicanalisi: Freud e Groddeck (inconscio, sesso, matrimonio n.d.r.)».

Il quadro di ogni parola chiave si viene formando attraverso il racconto di quelle che il poeta chiama "piccole cose vere" della vita: eventi, aneddoti, citazioni, storia personale. «Io davo il la e lui partiva a braccio», dice Rossana e prosegue, «quello che volevo fare era la grande intervista a Sanguineti, l'immagine che rimarrà di lui come uomo, poeta ed intellettuale».

Un fiume di parole. Il maestro spiega la sua passione infantile per la danza, la prima sigaretta, le origini della sua famiglia, la prima poesia, il perché è doveroso (testuali parole) godersi al vita. Accanto, l'altra faccia della medaglia, quella di uno degli intellettuali più significativi del Novecento italiano: «in lui c'è sia la profondità del maestro che il candore di un bambino», continua Rossana Campo.

Sanguineti infarcisce le risposte con citazioni dei suoi punti riferimento. Oltra alla psicanalisi, abbondano i pensieri di Brecht, Benjamin, Marx ed Engels.
È materialista fino in fondo: il poeta sceglie solo l'ultima parola, quella con la zeta, e scegli Zero, ossia nulla. E conclude così: «ecco l'intervista potrebbe finire così: nulla».
Edonista convinto, epicureo, come si legge in Corollario (da Il Gatto Lupesco, Feltrinelli, 2002), che si chiude con, me la sono goduta, io, la mia vita.
Anche questo prende le sembianze di un manifesto politico: «lo scandalo non è tanto che molti non possano permettersi i piaceri della vita, ma che non li conoscano nemmeno», dice Sanguineti citando Benjamin, «mentre si tratta di bisogni necessari, tutti dovrebbero goderne».

p.s.: 35 Eu son tanti. Non perché non li valga, anzi.
Vabbè, su internet lo trovate anche a 29.50 Eu.
di Daniele Miggino

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