Magazine Sabato 22 luglio 2006

Caro amico ti scrivo, il mio G8

Genova. «Nessun evento, pur tragico, come il è riuscito a riprodursi in così tante attività culturali: musica, arte, ora persino un concorso letterario». Sono parole di Peppino Coscione, del , nonché professore di Carlo negli ultimi anni di liceo.
Siamo all’Università di Genova, venerdì 21 luglio 2006, alla premiazione del concorso Genova, luglio 2001: io non dimentico, evento tra gli altri che celebrano i 5 anni dal summit del 2001.
Sono giunti alla giuria circa cento scritti tra poesie e racconti, ne è uscito un libro omonimo i cui ricavati andranno a coprire le spese legali dei processi, come per quasi tutte le manifestazioni commemorative di questi giorni.

Organizzato dal , il concorso ha raccolto le voci più disparate, di persone già avvezze alla scrittura, di neofiti, di chi c’era e chi era lontano, di chi aveva parenti nei cortei, di chi non riesce ancora a vedere Genova come una città normale e di chi a Genova vive e non può dimenticare.
Ognuno ha raccontato il proprio 21 luglio e, come dice Enrica Bartesaghi di Verità e Giustizia: «dai loro scritti vengono fuori tante Genova».

Letteratura, storia e politica si mischiano in questa iniziativa. Se molti racconti: «hanno una propria dignità letteraria e alcuni sono particolarmente ben riusciti», come dice la scrittrice Carmen Covito, in giuria per l’occasione, «le storie che vi sono raccontate ti catapultano in un attimo nel 2001, continua Angelo Miotto di Radio Popolare, altro giurato.
In giuria anche Marco Poggi, che di poesia è solo appassionato, ma di G8 se intende visto che era infermiere nella caserma di Bolzaneto. Il suo discorso è molto duro: «la cosa più importante in questa storia è la ricerca della verità e io, checché se ne dica, la verità la so. È per questo che oggi sono in lutto, dopo che Luciano Violante ha dichiarato l’inutilità di una Commissione di Inchiesta sui fatti di Bolzaneto. Un'affermazione molto grave, ancora più perché fatta da un esponente della sinistra».

Chi sono gli autori? Provengono da tutta Italia. Doriana Goracci, che al G8 era venuta con la figlia sedicenne, dice che: «quell’evento ha segnato una frattura nella mia vita. Prima non mi interessavo molto di politica, avevo altri interessi. Dopo il luglio 2001 si è formata una rete di persone con cui sono ancora in contatto: quest’esperienza ha creato legami molto forti».
Alla domanda, qual è stata la molla per scrivere, Anna Airò risponde: «il concorso stesso. Prima non avevo molta voglia di rivangare quello che è successo. Il bando mi ha dato lo spunto per ritornare ad elaborare quei fatti». Il suo scritto riflette il rifiuto: descrive un 21 luglio 2001 sulla spiaggia di San Teodoro (Sardegna) a limarsi le unghie: una normalità che stride con l’assurdità dello stesso giorno nel teatro di Genova.

Non ci sono veri e propri vincitori. I trenta autori (17 poesie e 13 racconti) hanno rinunciato ai diritti di pubblicazione a favore del Genoa Legal Forum. Marcello Zinola, segretario dell’Associazione Ligure Giornalisti e giurato, non c’era; ma il suo messaggio ai premiati sintetizza bene il senso dell’iniziativa: «non definirei i partecipanti scrittori, ma cento teste che non hanno perso la memoria».
di Daniele Miggino

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