Magazine Giovedì 20 luglio 2006

Antonella Lattanzi, 25 anni: talento

Nelle foto Antonella Lattanzi
Antonella Lattanzi parla con il sorriso. Anche se non la vedi sai che è così. Racconta dello scrivere come di un inseparabile compagno quotidiano imprescindibile. Lei scrive e legge, legge e scrive e di recente il suo narrar scrivendo è sfociato in una particolarissima raccolta di saggi su alcuni testi del Novecento dal titolo della . Un scaricabile gratuitamente (in diversi formati) in cui Antonella ha intrecciato l’amore per la letteratura (dalla Lolita di V. Nabokov a Lo straniero di A. Camus, da L’amore molesto di E. Ferrante a Gli ultimi giorni di Pompeo A. Pazienza, da Il soccombente di T. Bernhard a Waiting for Godot di S. Beckett) alle storie che ogni lettura, ogni autore (13 in tutto) suscitano in lei. Alle spalle Antonella aveva già una raccolta di racconti Col culo scomodo. Non tutti i piercing riescono col buco (Coniglio Editore, 2004) e il racconto Testa di rinnoceronte. è stato fino a pochi mesi fa anche un , ma poi per il blog letterario dell’autrice è diventata una sfrenata passione quasi a tempo pieno e così è nato anche il libro.

«È stata di Francesca l’idea di trasformare le recensioni in raccolta e anche la scelta dell’editore, Marco Giorgini della , è stato un suo grande suggerimento». E infatti il volume Antonella l’ha dedicato proprio a Francesca «la mia personalissima Jean Grenier», una maestra vera come fu Grenier per Camus, «l’illuminazione della mia vita. Una scrittrice fantastica che sa essere guida nella vita, sprone per chi ha talento, una persona bellissima da tanti punti di vista». Antonella e Francesca non si sono mai incontrate, la prima vive tra Bari e Roma, l’altra tra Bologna, Parigi e la Liguria, ma nella sua introduzione al volume di saggi, Francesca Mazzucato spende parole molto lusinghiere per Antonella e l’affinità intellettuale tra le due non trova intoppi.

I saggi di Antonella si diceva, sono particolarissimi e dentro il genere provocano un interessante slittamento. Come già detto brevemente, Antonella racconta per esempio George Orwell e 1984 intrecciandone la trama con le sue invenzioni narrative, cucendo sensazioni che derivano dalla lettura alla lingua dell'autore per tirarne fuori altre, fissando pensieri al suo stile, riflessioni alle sue frasi, emozioni alle vicende della vita di scrittore e di uomo dell’autore. La letteratura si mescola così alla lettura e dal loro accoppiamento nasce una nuova letteratura, fatta di ri-creazione, frammista a spaccati di realtà, ma anche forgiata con uno stile che è quello stesso di Orwell e di cui Lattanzi si appropria in un intricato quanto sperimentale gioco di scambio, travestimento e traduzione. «Sento un forte debito verso la letteratura – afferma Antonella – e volevo pagarlo, in particolare verso alcuni grandi autori, perché è bello scrivere, leggere, ma è molto bello anche studiare». E così libri già letti tornano nelle mani di Antonella che ne ripercorre con cura le singole parti, indaga e costruisce bibliografie per completare un lavoro che lei intende rivolto allo stimolo della lettura: «perciò tra F. Jaeggy, M. Duras e D. Starnone ho messo anche Beppe Grillo, perché tra i miei libri preferiti – e la lista è molto lunga – c’è anche Tutto il Grillo che conta per la carica di denuncia che contiene». Chissà forse con lei nasce un genere che con queste caratteristiche e in questa libertaria, ma rispettosa estensione, nessuno ancora aveva tentato.

Dall’alto dei suoi 25 anni Antonella freme e brucia i tempi: ha già lanciato in rete un altro suo ebook, questa volta una raccolta di poesie e a breve, in autunno, sarà pronto anche un nuovo romanzo, poi per la casa editrice , in cui lavora come lettrice di libri in lingua inglese, ha appena consegnato Miti e leggende della Puglia, per invece ha preparato un saggio Intersex, mentre per è in uscita un’altra raccolta di racconti Suicidi falliti per motivi ridicoli, quindi per il blog letterario di Francesca Mazzucato, a cui Antonella tiene moltissimo, è già online la recensione di di Bontempelli e in cantiere c’è il primo libro dell’inventore della graphic novel, lo statunitense con il suo , e, e, e, e...

Giovane e spigliata, ma anche teneramente spontanea, amante della danza, del colore viola e del cinema neorealista, Antonella mi stupisce rivelandomi il suo momento ideale per scrivere: «la mattina presto - dice con sicurezza - mi piace più di tutto, perché amo la luce e poi non devo essere stanca quando scrivo, ma al massimo della forma per dare tutta me stessa».

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