Weekend Magazine Lunedì 17 luglio 2006

Tre ciliegie e sei ricco

Magazine - Sanremo Nella , una mostra totalmente dedicata al più popolare gioco d’azzardo del mondo: la slot machine. Fino al 31 agosto, trenta slot da collezione ripercorreranno la loro origine e evoluzione, partendo dal suo ideatore Charles Fey fino agli anni ’80, quando l’avvento del microchip spazza via i classici rulli meccanici e la manovella.

I modelli in mostra illustrano i cambiamenti – tecnici ed estetici – che hanno determinato il boom internazionale di un gioco nato con una dimensione artigianale e locale. L’evoluzione della slot, specie nei primi 30 anni, ha un ritmo incalzante. Nuove linee e nuovi modelli, ognuna con il proprio nome, escono in continuazione e i costruttori spesso copiano uno dall’altro, incoraggiati dal fatto che per decenni la slot rimane un prodotto non protetto da brevetto.
Il design si evolve attorno a elementi fissi, quali la gettoniera, la tabella premi, i rulli e poi il jackpot e il vassoio delle vincite. Nel tempo cambiano i materiali: al legno dell’Ottocento segue la ghisa, poi all’alluminio - che non arrugginisce e si lavora bene - e infine l’acciaio, resistente ai colpi e agli scassi. I frontali sono realizzati per piacere e attirare. Alla fine dell’Ottocento in America e in Europa si diffondono macchine a moneta per il divertimento che si rifanno ai giochi d’azzardo più diversi.

La slot che noi conosciamo parla americano. Nasce in California, a San Francisco, nella terra dei cercatori d’oro abituati a vivere la vita come un azzardo. Seguendo le vicende delle slot in mostra se ne ripercorre il cammino che le ha portate ad essere presenti in alcuni dei luoghi simbolo dell’America: i banconi dei saloon, delle rivendite di tabacchi e degli empori, gli speakeasy (locali clandestini) dell’età del Proibizionismo. Nel dopoguerra entra ufficialmente nei casinò americani per intrattenere mogli e fidanzate dei giocatori, varca l’Atlantico per comparire nelle basi militare americane e negli anni ’80 approda nei casinò italiani.

La slot nasce, e rimane, un gioco per tutti: si può tentare la sorte con un nichelino e senza il bisogno di essere particolarmente abili. All’inizio, allineando tre simboli uguali si ricevono in premio sigari e bevande. La comparsa del pagamento in contanti obbliga la slot a misurarsi con le leggi sul gioco d’azzardo. Per sopravvivere si traveste da macchina per la vendita di gomme da masticare, sigari, mentine e persino oroscopi: l’Operator Bell del 1920 conserva ancora al suo interno gli originali pacchetti di mentine. Sono questi gli anni nei quali sui rulli compaiono i frutti, poi diventati i simboli classici della slot. Prugne, limone, menta e ciliegie sono i gusti delle gomme distribuite dalla slot.

Nel dopoguerra, file di slot Jennings della linea Sun Chief conquistano i Casinò di Reno e Las Vegas: il visitatore può ammirarne un modello del 1949 con il caratteristico frontale giallo retroilluminato da luce elettrica e decorato da una testa di indiano.
L’ultima macchina in mostra è successiva all’avvento dell’elettronica. Il microchip rivoluziona la slot: sparisce la manovella e i rulli meccanici lasciano il posto agli schermi, crescono le combinazioni possibili, adesso frutto di algoritmi matematici. Il jackpot, fino ad allora legato ad una sola slot e che si trovava dentro di essa (lo spazio della cassa ne limitava l’ammontare), ora si trasferisce nell’hardisk per ri-apparire, alimentato da più macchine, su un display luminoso. E’ la nascita dei jackpot milionari in dollari e oggi in euro.

Info:
Orario: dalle ore 14.30 alle 21.30
Ingresso libero
Tel.: 0184 595257

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