Magazine Giovedì 13 luglio 2006

Nuvole di parole a confronto

Magazine - Sanremo. C’è chi li ama al punto da ritagliarli, immergerli nel vinavil e ricoprirci sedie e mobili di varia natura. Chi li fa i fumetti ovviamente li ama, di un amore passionale e istintivo, che non è proprio lo stesso degli scrittori per i romanzi. Chi li ama, li scrive o disegna e li legge e poi ha dentro di sè una carica vitale che come un supereroe lo slaccia da costrizioni anagrafiche che lo legano a un tempo e a un luogo. Perciò il fumetto è stato chiamato dentro come evergreen di generazioni e generazioni che proprio attraverso il fumetto, o solo con quello, si sono parlate. Inchiostro e nuvole è la tavola rotonda sulla letteratura disegnata animata dai punti di vista dello sceneggiattore Luca Blengino (28 enne), dei disegnatori Luca Erbetta (al lavoro insieme a Blengino con l’editore francese Delcourt) e Emanuela Penna (ancora studentessa “Scuola Chiavarese del Fumetto") a confronto con professionisti già da tempo sulla breccia delle nuvole parlanti: il giornalista e illustratore Enrico Bertozzi fondatore della “Scuola Chiavarese del Fumetto" (nata nel 1988) e Giovanni Talami (disegnatore Sergio Bonelli Edizioni) , sabato 15 luglio, a Sanremo (Piazzale Carlo Dapporto, dalle 21 alle 23. ).

Luca Blengino, piemontese, scrive fumetti dai tempi dell’infanzia: «scrivo da sempre, con vicino dei disegnini miei, anche bruttini, poi ho incontrato i disegnatori quelli veri. Raccontare storie per immagini è profondamente legato alla natura umana. Lo facevano i primitivi, lo fanno i bambini. Forse è il modo più semplice e anche più grezzo che c’è per raccontare storie, ma anche il più antico». Dal 2002, Luca è nel mercato francese dove lavora per l’editore francese e in particolare alla serie dal titolo Flamingo lo fa con altri tre autori italiani: Luca Erbetta, Steve 99 alias Cristian Scampini e Vincenzo Riccardi.
«È una storia ambientata a Genova – spiega Luca Blengino – un noir intorno al pugilato ambientato nei nostri giorni. Un mondo affascinante, non ancora troppo battuto nel fumetto. Alla matita: il milanese Christian Cari».

Sempre per lo stesso editore, Blengino ha in progetto anche una storia ambientata a Tokio, in Giappone, in uscita nel 2008 con le tavole di Pierre Gallo. Perché la Francia? «Qui da noi è difficile farne una professione, conoscevo la lingua e poi frequento il , il più grande d’Europa».
Comuque la scrittura per Luca è un’attività a tempo pieno, che lo porta a tenere corsi di tecniche di narrazione, reading per il teatro, ma anche sceneggaiture per cartoni animati e un romanzo Bonnie e Clyde. Fino alla fine della strada, per Bevivino Editore, Milano. Il suo fumetto preferito resta L'Eternauta, «un capolavoro della letteratura del ‘900» nato dalla mente dell’argentino di Hector G. Oesterheld e dalla matita di Francisco Solano Lopez. «Oesterheld finì tra i desaparecidos per questa storia, giocandocisi la vita. È anche questo il fascino della storia».
Che messaggio porti ai ragazzi del festival be you? «Che devono crederci, anche se è sempre più difficile farlo. Mi piace l’idea che saremo lì a dimostrare che non è un sogno o una fantisticheria, ma un mestiere che ci può praticare e che ti dà da vivere e ti permette di pagare le bollette, che è la cosa più bella che c’è». Luca porterà anche un altro messaggio che mi trasmette con grande convinzione: «Credo molto nell’idea che ormai siamo di fronte a un fumetto europeo e che non ha più senso parlare di quello italiano o francese. Lo staff con cui lavoro è molto internazionale ci sono spagnoli e americani. Glki schemi geografici sono destinati a saltare in ambito fumettistico».

Che testimonianza portate come , chiedo al fondatore Enrico Bertozzi. «Non ci interessa parlare della situazione editoriale del fumetto, ma piuttosto come linguaggio che non si può ridurre solo a tematiche supereroistiche, ma piuttosto come strumento capace di comunicare con facilità temi profondi». Dalla scuola sono usciti lavori dedicati alla pena di morte, all’esperienza di Emergency, ai fenomeni della nuove e vecchia emigrazione, all’emancipazione femminile. «Ci piace pensare a questo linguaggio proprio per la sua natura che lo vede libero da confini e restrizioni culturali. Una lingua facile con cui si può comunicare tantissimo e che all’inizio del ‘900, per esempio, gli americani usavano in particolare per aiutare gli stranieri con l’inglese». Una lingua speciale da non sprecare ma usare in tutta la sua potenzialità per far arrivare messaggi importanti e densi alle nuove generazioni sui problemi della società. Alla scuola intanto qualcosa è cambiato. «18 anni fa predominavano i ragazzi, ora è il contrario». Sono giovani tra i 20 e i 30, provenienti dalla Liguria e dal basso Piemonte, gli allievi ma c’è anche chi arriva da Napoli o dal Nord Italia. Che fumetto legge Bertozzi? «Leggo molto. Paragono il fumetto ai telefilm seriali di facile fruizione che impegnavano l’attenzione di bimbi e papà mentre mamma sfornellava sullo sfondo. Quelli con persoanggi seriali e il cattivo di turno. Al momento amo molto Brian Azarello disegnato da Edoardo Risso, sulla rivista americana Vertigo, anche raccolto in volumi».



sabato 15 luglio, @ Sanremo (piazzale C. Dapporto, dalle ore 21 alle 23)
Inchiostro e nuvole
con Luca Blengino, Luca Erbett, Emanuela Penna,Enrico Bertozzi, Giovanni Talami

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