I mitici anni '50 in uno spettacolo - Magazine

Teatro Magazine Mercoledì 12 luglio 2006

I mitici anni '50 in uno spettacolo

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Magazine - Genova. C’è chi c’era, chi non era ancora nato e chi era troppo vecchio per comprenderne la portata rivoluzionaria. Erano gli anni ’50 e chi non li ha vissuti in diretta ha fatto comunque a tempo anche 20/30 anni dopo a gustarne usi, costumi e estetiche in film, canzoni e programmi televisivi. E oggi c’è chi per passione ci ha costruito intorno un . Invece, il Teatro Cargo ha deciso di raccontarli in uno spettacolo teatrale: come in un album fotografico di famiglia, in scena alcuni caratteri/maschere protagonisti del quotidiano dell’epoca. Vola, Colomba!, scritto (in collaborazione con Alessandra Vannucci) e diretto da Laura Sicignano, è l'ultimo appuntamento, dal 15 al 19 luglio (ore 21.30), nell’area delle ex-acciaierie di Cornigliano, è un intreccio dai risvolti un po' gialli che narra del boom economico, dell’Italia della ‘500, di Lascia o raddoppia, di Bartali e Coppi, mette in scena la femminilità della Lollo e della Loren, delle corse in Vespa o in Lambretta scendendo nel particolare delle vite di alcuni individui.

«Un’epoca di grandi contrasti – afferma Laura Sicignano – che prelude alla modernità, gli anni ’50 sono l’inizio di molte realtà che oggi diamo per scontate: i supermercati, la televisione (ricordate che la RAI cominciò a trasmettere il 3 gennaio 1954?), le casalinghe, la cultura di massa». Un’epoca in cui dopo la guerra «tutti aspiravano a volare». Nello spettacolo i personaggi sono colti nel mezzo di una grande notte in cui la loro vita cambierà per sempre e sebbene tutti coltivino il desiderio di volare, trovano sempre un qualcosa che li trattiene a terra. Tra gli interpreti Maurizio Sguotti dà vita a 3 personaggi: il marito/padrone, che propone uno spaccato dei rapporti femminile-maschile, marito-moglie dell’epoca, ma sarà anche un vecchio padre-fascista e un prete sempre pronto a trattenere gli istinti delle giovani passionali, in breve come afferma Sguotti stesso: «tutti personaggi che opprimono e non lasciano volare gli altri». Riccardo Croci presenterà il piccolo imprenditore ante litteram quello che prepara il terreno a chi poi si dedicherà anima e corpo al lancio delle grandi catene di supermercati «ispirato a un grande Alberto Sordi -spiega Croci- quello della commedia italiana, che sa unire il tragico al comico». Non manca certo l’operaio, in tuta blu Marco Pasquinucci «comunista militante nel sindacato, poi a Genova come Camallo fino alla crisi con il partito per i fatti di Ungheria». Anche questo personaggio come gli altri subirà una trasformazione che è un ammodernamento. Per la femminilità a cui ci abituarono al tempo la Lollo e Sofia Loren c’è la donna istintiva che ragiona più con la pancia che con la testa di Ilaria Pardini e come controcanto una padrona un po’ insipida (Sara Cianfriglia), che vive il grande disagio che la mette nel ruolo della casalinga, quindi fuori dall’attività sociale non più lavorativa che sente l’inutilità del suo ruolo ma non ha ancora piena coscienza per gestirla.

A cornice dello spettacolo del Cargo i produttori e i ristoratori del Parco del Basilico del Ponente presentano i loro prodotti in un’iniziativa più ampia, della Provincia di Genova, che investe su una tradizione agricola locale dove proprio il rapporto diretto tra produttore e consumatore, ancora vivo negli anni ’50, è tutt'oggi alla base dell'attività.
Con questo spettacolo si chiude felicemente, con il successo dell’intera iniziativa (che ha compreso un concerto del Carlo Felice, il Festival Goa Boa, lo spettacolo del Teatro dell'aRchivolto dedicato a Cipputti) la parentesi che ha aperto l’area delle ex-acciaierie di Cornigliano, per una riappropriazione a tempo limitato dello spazio. Un prologo o assaggio alla riannessione di parte dell’area all’ambito urbano, dopo gli interventi di bonifica e trasformazione che partiranno a breve. Continua invece a Villa Bombrini, fino al 29 luglio la mostra video e fotografica dedicata al tema della Fabbrica.

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