Concerti Magazine Martedì 4 luglio 2006

La notte blues del Porto Antico

Nella foto in alto: Buffalo Spirit
in basso: Black Voices
© Claudia Gasparri

Magazine - “Coinvolgente” è la parola che per prima mi viene in mente ripensando a The blues night, la serata che ieri, lunedì 3 luglio, ha animato piazza delle Feste, al Porto Antico. Oltre ai nomi più noti del blues nostrano, alcune sorprese hanno trasformato la serata in un viaggio nella musica e nelle tradizioni americane.
Ad aprire la serata è stato infatti lo spettacolo Buffalo Spirit, degli Indiani nativi d’America. Provenienti dal Canada, dal Montana e dall’Arizona, Quentin Pipestem, William Kennedy e Bo Kinua hanno proposto i canti e i balli caratteristici delle tribù americane, esibendosi vestiti dei loro abiti tradizionali. Le loro danze evocano antiche battaglie e sono sempre accompagnate dai tamburi, «che per noi rappresentano il ritmo del cuore e quello della terra», hanno spiegato gli indiani ad un pubblico affascinato. Il flauto, invece, veniva suonato dai giovani uomini per conquistare le fanciulle.
La hoop dance di Quentin Pipestem ha conquistato tutti. Si tratta della “danza dei cerchi”, di cui Pipestem è stato per tre volte campione mondiale: «è la storia di un guerriero che viene aiutato dalla natura a superare le difficoltà e a vincere la battaglia della vita». Il pubblico ha salutato questi rappresentanti dello spirito indiano con una standing ovation meritatissima.

La serata non ha perso il suo mordente con Blue et Noir, trio d’eccezione formato da Abdenbi El Gadari e dai genovesi Michele Ferrari - co-fondatore di - e Caterina Lazagna (i più accaniti lettori di mentelocale ).
Caterina è salita sul palco con il viso segnato di rosso: «uno degli indiani mi ha dato un bacio di buona fortuna e non ho voluto lavarmi…», ha spiegato prima di iniziare a cantare. L’inedito trio ha proposto alcuni brani spiritual, come I’m on my way, e poi degli arrangiamenti che hanno unito gli inni sacri ai balli tradizionali americani.
«È stata per me una serata davvero emozionante», ha spiegato Caterina, «una sorta di iniziazione, che mi ha permesso di cantare il blues partendo dalle sue origini marocchine. Cantare insieme ad Abdenbi è stato educativo e mi ha permesso di comprendere la sua visione araba della musica: per una serata mi sono spogliata delle tradizioni occidentali».
Caterina si prepara intanto ad un’estate impegnativa: «il 22 luglio sarò a Lerici per uno spettacolo teatrale dedicato a Mary Shelley. Il 12 luglio mi esibirò a Castello Rio Maggiore e il 13 a Cadice.

La serata al Porto Antica è poi proseguita con le Black Voices, splendide interpreti del gospel e degli spirituals americani. Il tema della diaspora nera è il messaggio di cui le Black Voices si fanno portatrici. Le cinque cantanti vengono da Birmingham e sono figlie di immigrati in Inghilterra nel dopoguerra. Hanno cantato a cappella conquistando il pubblico.
Last but not least, Paolo Bonfanti ha chiuso la serata con la sua Blues Band (Rosalba Grillo al basso e Alessandro Pelle alla batteria). Il chitarrista ha fatto suo il palcoscenico: tanti applausi per uno dei bluesman più apprezzati in Italia.

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