Magazine Lunedì 26 giugno 2006

Letture romane al Porto Antico

Magazine - Due scrittrici romane sbarcano a Genova in occasione della rassegna Un libro per l'estate alla Portoanticolibri. Sono Francesca Romana Capone e Patrizia Chelini Liverani, che presentano Quello che non ti ho detto e Continua a parlare. L'appuntamento è mercoledì 28 giugno alle 21.00 al Porto Antico. Ci sarà anche Giorgio Boratto, di cui vi proponiamo le due recensioni

Due narrazioni diverse ma altrettanto forti e persuasive di una realtà intima e sentita: parole gridate, sussurrate, intrecciate a sfogare una gamma di sentimenti universali. È l'esordio letterario per le giovani scrittrici: due prove originali che meritano uno sguardo.

Quello che non ti ho detto
di Francesca Romana Capone

Prima di diventare autrice, Francesca Romana Capone ha fatto esperienza nel giornalismo, nella pittura, nel restauro, nelle arti visive e nella grafica. Il suo Quello che non ti ho detto, edito da La Tartaruga edizioni, ha ricevuto recensioni favorevoli da Isabella Bossi Fedrigotti e Rosa Mordenti – per citarne solo due - che non è poco.
Ora, Francesca Capone, con questa opera narrativa comunica con le parole: parole interrotte, parole sussurrate e soprattutto non dette; parole meditate e non dette per paura dell’amore o di non essere amata proprio per quello che si è detto. Il libro affronta una storia attraverso 22 monologhi: un gioco delle parti, dove il non dire diventa uno sfogo scritto; uno sfogo da riversare come memoria di vita vissuta, che non ha il potere di riscattarsi diversamente.

Ogni monologo inizia con l’incipit ‘non ti ho detto che’, a cui segue una piccola frase:
che detesto il potere che incarni … che mi hai commossa … che ti amo … che ti invidio … che non capisco … che sono brutta … che sono felice … che sono fatta di acqua … che ogni sera mi compro un sorriso…ecc.

Tutte frasi che dicono molto di più di noi di quello che vorrebbero dire: rivelano l’anima delle cose e spesso l’essenza di una condizione intima comune. Dire ‘ti amo’, dire ‘sei bella’ o più semplicemente ‘scusa’, dovrebbe essere normale, quasi banale, ma come sappiamo non è così.
C’è una vasta gamma di sentimenti che accompagnano le parole non dette e ora scritte: illusione e inutilità, pietà e frustrazione, amore e sconforto. Sono emozioni vere e a volte emozioni false; vere perché sentite proprie come nessuna altra cosa, false perché non sperimentate, tenute per sé, decise da un precostituito: io non lo dico. Ma quel ‘non detto’, ora parla.


Continua a Parlare
di Patrizia Chelini

Quante volte avremmo voluto parlare o avere tra le mani con un ‘mostro’ e su di lui sfogare tutto il dolore del mondo; quante volte avremmo voluto vendicare un crimine che ci ha particolarmente sconvolto. È una cosa normale, è un sentimento che rappresenta l’altra faccia dell’amore e del bene: un bisogno di giustizia per sconfiggere il male con un atto fisico, naturale, quanto poi inutile a placarci.
Continua a parlare di Patrizia Chelini (Baldini Castoldi & Dalai editore) è un lungo dialogo tra una donna, Sara, e un criminale che gli aveva stuprato e ucciso la sorella, Giulia, moltissimi anni prima. Insieme a Sara, la protagonista del libro, c’è la sua compagna di vita, Valeria; anche lei ha da fare i conti con Lui – così nel libro è chiamato il mostro senza nome. Prende così il via un processo, un nuovo giudizio, per questo criminale rilasciato anticipatamente per buona condotta dopo una condanna all’ergastolo. Inizia, a questo punto, un viaggio verso l’orrore e il dolore, accompagnato da suspence e colpi di scena che, come un thriller, non fanno abbandonare più la lettura.
L’opera di Patrizia Chelini potrebbe essere definita un lavoro della maturità per come viene trattato il materiale del racconto: il Bene e il Male; la Vita e la Morte; la Vendetta e il Perdono; il Potere e l’Amore come l’Odio e la Pietà. Per questo motivo si fatica a classificare il libro come un romanzo noir o giallo.

Il racconto è estremo. La storia, seppur agganciata, come risulta chiaro al personaggio del mostro reale che risponde al nome di Angelo Izzo – uno degli assassini del Circeo, tornato alle cronache dopo essere stato messo in libertà provvisoria poco tempo fa - si arricchisce di spunti nuovi e fantastici.
Un’opera prima davvero importante per Patrizia Chelini. Di lei sappiamo poco e le note dell’editore sono scarne: è nata e vive a Roma, città che ama. Oltre ai libri le piace camminare, andare al cinema, il vino rosso, gli spaghetti alla carbonara, programmare a tavola con gli amici il cambiamento del mondo. È claustrofobica, ma sta migliorando. Forse per il suo esordio basta.

Giorgio Boratto

di Daniele Miggino

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