Popolo, coraggio! - Magazine

Attualità Magazine Lunedì 26 giugno 2006

Popolo, coraggio!



Popolo, coraggio! Siete sopravissuti alle elezioni politiche presentate come una sorta di giudizio universale, avete superato con pochi danni anche le comunali, quelle che avrebbero dovuto sancire il trionfo degli ingiustamente sconfitti, ma che in realtà hanno confermato il risultato di aprile, ed avete assistito alla sempre penosa nascita di un governo.

Per non farvi mancare nulla in questa occasione non hanno lesinato nelle nomine, ma tanto il tutto era abbastanza prevedibile e previsto. Non potevano ovviamente negarvi le innumerevoli dichiarazioni dei vari ministri, sottosegretari e semplici impiegati, dichiarazioni quasi sempre prive di senso compiuto e significato concreto. Anche l’opposizione ha fatto la sua parte, con l’unica variante delle nomine che, a questo giro, toccavano agli altri.
Per destabilizzare anche le vostre incazzature vi hanno propinato un discreto numero di nuovi portavoce obbligandovi, almeno per le prime volte, ad ascoltare quello che proferiscono questi figuri prima di poterli mandare poco elegantemente a fare in culo. Che ogni volta che aprono bocca riescono a far girare i coglioni a metà degli italiani, senza per altro rallegrare l’altra metà intimamente perplessa da una condivisione ideologica indirizzata verso un livello infimo.

A onor del vero bisogna aggiungere che un po’ di responsabilità bisognerebbe attribuirvela, quanto meno per il fatto che un certo diritto di rappresentanza a questi personaggi viene da voi attribuito, ma siccome ritengo che le colpe soggettive non possano essere ridistribuite a pioggia, provo disagio per voi che siete costretti a sopportare di tutto senza che nemmeno si riesca ad intravedere qualche segnale di cambiamento, in senso positivo intendo.
Se proprio vogliamo essere ottimisti, in certe situazioni esserlo diventa di vitale importanza, possiamo considerare il fatto che in queste ore siete nuovamente chiamati alle urne per decidere se promuovere oppure bocciare una riforma costituzionale, anche se l’ottimismo non nasce dal potersi esprimere, ma dal semplice fatto che presumibilmente quanto meno fino alla fine dell’estate, più nessuno si rivolgerà a voi per ottenere il vostro consenso.

Posso comprendere che a molti di voi le argomentazioni critiche di un mediorientale dal passato professionale equivoco e dalla vita sentimentale poligama possano risultare, se non proprio inopportune, quanto meno di cattivo gusto, ma non è colpa mia se il redattore capo insiste nel chiedermi di occuparmi della politica di casa vostra e non posso di certo sentirmi responsabile dello scarso livello che in essa riscontro.
Tra parate militari colorate di spille arcobaleno e “sparate senaturiali” evocanti rivoluzioni in salsa padana, l’unica cosa concreta che vi aspetta è una sana e robusta manovra correttiva che, comunque la pensiate, risulta indispensabile per non finire in breve tempo ai confini del cosiddetto terzo mondo.

Coraggio, popolo!

Andrea Comparini aka Josef

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