Magazine Mercoledì 21 giugno 2006

Il noir italiano nasce a Lombok

Magazine - Carlo Oliva definisce Giancarlo Narciso "Uno degli autori più interessanti del nuovo noir italiano” e ha ragione da vendere, perché ci troviamo di fronte a un autore che conosce bene i meccanismi della narrativa di genere. Nei romanzi che scrive si sente una grande passione per l’oriente, il profumo di luoghi misteriosi come Singapore, Città del Messico, Tokyo e Kathmandu, luoghi dove Narciso ha vissuto e che utilizza per le storie d’avventura.

Non credo di svelare un segreto se dico che Giancarlo Narciso scrive romanzi ambientati a Singapore per la collana Segretissimo con lo pseudonimo di Jack Morisco. Siamo esterofili per natura e allora pure se abbiamo narratori bravi come Narciso e Nerozzi, quando scrivono storie di azione, violenza e spionaggio devono travestirsi da statunitensi e francesi. Giancarlo Narciso riversa il suo spirito avventuroso in un mondo fantastico fatto di trame complesse e piene di azione, ma senza mai rinunciare a una narrativa letteraria. I suoi romanzi sono una via di mezzo tra il modo di scrivere europeo e la tradizione statunitense del long seller alla Stephen King, pure perché non può dirsi uno scrittore italiano al cento per cento.

Narciso è un cittadino del mondo, nato per caso a Milano, scappa in oriente, gira il mondo senza sosta, fa i lavori più assurdi (persino il contrabbandiere) e adesso vive per sei mesi all’anno sull’isola di Lombok, in Indonesia. Narciso è stato finalista al premio Scerbanenco, ha vinto il Tedeschi e ha scritto un soggetto per un film Rai. Scusate se è poco.

Incontro a Daunanda (Dario Flaccovio, pp. 370, 14.50 Eu) è il seguito di Singapore Sling, ma si può leggere senza aver apprezzato il romanzo precedente perché l’avventura è autonoma anche se vengono mantenuti ambientazione e personaggi. Uno dei protagonisti era stato impegnato anche ne Le zanzare di Zanzibar e adesso torna a far compagnia all’eroe principale. L’azione prende le mosse da una donna bellissima che scompare alla fine di un intenso primo capitolo che introduce subito nell’atmosfera orientale. Rodolfo e José Luis - i due eroi della vicenda - partono alla ricerca della donna scomparsa e danno vita a una serie di situazioni incredibili che sono il sale della narrazione.

Il romanzo è ambientato a Lombok, in Indonesia, luogo che Narciso conosce bene perché ci vive. La parte finale, invece, sposta l’azione in Australia, ma credo che Narciso conosca direttamente anche il Nuovo Mondo, perché la credibilità dei luoghi non perde colpi. Incontro a Daunanda è un bel thriller da leggere sotto l’ombrellone, magari sognando la fuga in oriente per gli occhi a mandorla di una bella indonesiana tipo Laura Gemser.

Gordiano Lupi

di Daniele Miggino

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