Concerti Magazine Venerdì 16 giugno 2006

Neonoir: il ritorno di The Famili

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Vi presentiamo il disco Neonoir di . Il progetto che vede coinvolti Trevor, Tommy e Alessio dei Sadist approda al secondo album. Thrash metal con elementi death. Tra Fear Factory, At the gates e Coroner.

A circa un anno e qualcosa di distanza dal primo omonimo disco, tornano a colpire i The Famili, della cosca Tommy Talamanca e soci.
Paragonando il primo lavoro a Neonoir, quest’ultimo appare decisamente più nevrotico e scalpitante, leggermente discostato dalle modernità rock degli ultimi tempi per abbracciare qualche fantasma del passato musicale dei musicisti coinvolti (Carcass su tutti); il risultato è intuibilmente terremotante: a contribuire al massacro (mai insensato tuttavia ma sempre dosato e ragionato) contribuisce in particolar modo l’arrangiamento, che privilegia una batteria arrabbiata e bastarda come mai prima, e la voce, che sfocia spesso, pur non dimenticando la pulizia e gli strilli di marca Trevor, in growls decisamente death.

L’attitudine al riff di Tommy mantiene sempre l’andazzo rock’n’roll già sentito nel precendente cd della band, ma aggiungendo un pizzico di malvagità nel serrare e stoppare il riffame quando occorre.
Pur con questi cambiamenti, la pasta sonora non pecca di incoerenza rispetto al primo disco, riuscendo invece nel difficile compito di avere già trovato una miscela sonora personale: ricorre spesso l’utilizzo del sitar, già sentito nel disco omonimo, come anche, forse era inevitabile, si fa sentire l’influenza tastieristica dei Sadist.

In menzione alle singole tracce, dopo un intro circense e sgangherata, si fa spazio nelle nostre orecchie a colpi di ariete Murderous Monkey, tra le più sparate e carcassiane di Neonoir, e che farà da apripista a momenti di reale aggressione sonora quali A Turbid River (riff di strofa davvero spietato e stacco di batteria davvero terremotante). A partire da questa canzone si avvia un metà disco decisamente più aggressivo. Trovano parte, nel menzionato massacro centrale, oltre alle già citate influenze Carcass, qualche virata su territori Slayer ed anche un paio di grindate batteristiche (Deadly Dark).

Con l’esaurirsi delle tracce i ritmi rallentano, lasciando alle due canzoni finali (una, “the weeping”, meno metal e più psicotica; l’altra, Episodic Discontrol Syndrom, un roccioso mid-tempo dominato dalla cassa di Alessio) il compito di chiudere un disco decisamente riuscito e vario, che pesca qui e la dalle varie influenze musicali ma marchiando col proprio dna ciascuna di queste.

Una promozione più che piena per Neonoir. Non rimane che il quesito finale: se questa è la forma dei The Famili, che diamine di suono avranno i nuovi Sadist? Nell’attesa sbatterò la testa (e cercherò di manifestare diletto per il disco e curiosità per il futuro al tempo stesso).

Alexander

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