Abbassate un po', c'è chi canta - Magazine

Teatro Magazine Teatro Carlo Felice Giovedì 15 giugno 2006

Abbassate un po', c'è chi canta

Magazine - Genova. Diversi minuti di applausi, ma piuttosto tiepidi e indifferenti, hanno salutato ieri sera (mercoledì 14 giugno) al la “prima” di di Giuseppe Verdi, ultimo titolo della Stagione d’Opera 2005-2006. Forse era un invito ad “abbassare i toni”, dopo un’esecuzione (guidata dal direttore d’orchestra Nicola Luisotti) caratterizzata da volumi sonori molto, molto elevati. E spesso, non è detto che a volumi sonori elevati corrisponda anche un “peso specifico” del messaggio musicale così significativo. In questo contesto, i cantanti che si trovano sul palco hanno due possibilità: chi ha voce da vendere (bella o brutta che sia) ci dà dentro più che può, chi ha una voce più “piccola” e magari cerca le sfumature, la dolcezza, la signorilità, beh è spacciato.

Marco Berti, il governatore Riccardo, è della prima schiatta: voce limpida, squillante, ma monocorde - quanti decibel per vincere l’orchestra e farsi sentire! Accanto a lui la coppia di coniugi, il suo migliore amico Renato (un Marco Vratogna un po’ infelice per presenza scenica e vocalità traballante) e sua moglie Amelia (Indra Thomas): che con buone doti di recitazione ci ha trasmesso il suo travaglio durante tutta l’opera, facendo uso di una gestualità raffinata e di una voce duttile ma, come si diceva poc’anzi, un po’ piccola, di cui Luisotti e la sua corazzata hanno fatto polpette.

A nostro avviso, le cose migliori ieri sera le hanno fatte vedere due splendide donne, diverse per temperamento e ruolo: Larissa Diadkova e Serena Gamberoni. La prima, nel ruolo della maga Ulrica, che nel primo atto ci dice già come andrà a finire: una presenza soggiogante, di grandissimo fascino e doti vocali. È stato bellissimo vederla aggirarsi, aggrappata al suo bastone contorto, nel suo antro, attorniata dai cortigiani e dai protagonisti: perché erano loro che in realtà si aggrappavano al suo bastone, unico appiglio per il loro futuro. Una scena che da sola vale l’intera opera. La giovane e bella Serena Gamberoni, invece, saltellava qua e là per il palco a commentare, chiosare, annunciare quello che stava succedendo, stretta nelle vesti maschili di paggio del governatore: una vera delizia per gli occhi e per le orecchie, la sua voce sta facendo strada, e ci piace che i suoi debutti più importanti finora siano stati genovesi.

La regia di Mario Martone si è dimostrata uno dei punti di forza dello spettacolo. Gli atteggiamenti, gli sguardi, i movimenti dei protagonisti sono sembrati cesellati nei minimi dettagli: grande prova quella di Renato-Vratogna, quando scopre il tradimento della moglie nel secondo atto, strepitosa Ulrica-Diadkova nel suo antro, e un bell’affiatamento nelle scene d’insieme. Ed è significativo che l’applauso più caloroso e spontaneo, in realtà, non faccia parte degli 8 minuti a fine spettacolo, ma si sia levato dalla platea quando, nell’ultima scena, con suggestivo gioco di specchi e piani mobili, la camera del governatore - in cui si specchiavano gli spettatori - è diventata una magnifica sala da ballo (in maschera) su più livelli. Con i gentili omaggi del Covent Garden di Londra.



Teatro Carlo Felice
In replica il 15, 17, 18, 20, 25 giugno
Un ballo in maschera, melodramma in tre atti su libretto di Antonio Somma da “Gustave III” di Eugène Scribe
Musica di Giuseppe Verdi (1813 – 1901)
Personaggi e Interpreti: Riccardo – Marco Berti, Renato – Marco Vratogna, Amelia – Indra Thomas, Ulrica – Larissa Diadkova, Oscar – Serena Gamberoni, Silvano – Alessio Potestio, Samuel – Cesare Lana, Tom – Giancarlo Boldrini
regia Mario Martone
scene Sergio Tramonti
costumi Bruno Schwengl
luci Cesare Accetta
Allestimento della Royal Opera House Covent Garden, in associazione con il Teatro Real di Madrid
Orchestra e Coro della Fondazione Teatro Carlo Felice maestro del Coro Ciro Visco
maestro concertatore e direttore d’orchestra Nicola Luisotti
Biglietti da € 32 a € 100, giovani da € 22 a € 28

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