Lo stato delle cose in poesia - Magazine

Attualità Magazine Giovedì 15 giugno 2006

Lo stato delle cose in poesia

Magazine - Nono appuntamento con la rubrica di Marco Romei, che torna a mentelocale.it ogni terzo giovedì del mese, dopo una pausa a maggio. Chi si fosse perso i primi incontri si legga le altre . Buona lettura.

Marco questa volta ha incontrato Claudio Pozzani, poeta, scrittore, ideatore e organizzatore del , che si svolgerà a Genova dal 15 al 22 giugno, al suo dodicesimo anno.

MR «Claudio, poeti si nasce o si diventa?»
CP «Bella domanda! Essere poeti fa parte di quei talenti che possiedi dalla nascita, c’è la persona più orientata per il disegno: io, ad esempio, sono sempre stato negato per il dipingere mentre ho sempre scritto, fin da piccolo. Anche se molti pensano che basti scrivere due frasi per essere poeti, io invece ritengo che la poesia abbia bisogno di una grande disciplina, così come si impara a suonare uno strumento musicale: ci vuole disciplina, studio della tecnica, e soprattutto lo studio dei poeti che ti hanno preceduto. Molti scrivono senza mai leggere poesie, e questa ignoranza, questa vanità, si sente. Non si legge poesia: quando si vendono duemila copie si parla di best sellers e quindi le case editrici non hanno interesse a pubblicare una collana di poesia: il miglior libro di poesia vende meno del peggior romanzo».
MR «E cosa si può fare?»
CP «La poesia si divulga soprattutto attraverso le letture in pubblico. A fronte di un mercato editoriale che vende poco, esiste però un grande interesse per l’oralità, per il poeta che legge in pubblico i propri versi».

MR «Come si distingue la buona dalla cattiva poesia?»
CP «La poesia è composta dal ritmo, dalle immagini e dalla lingua. Subito, la prima cosa che colpisce è l’immagine. A volte c’è questa ricerca dell’immagine poetica, “lo stormir delle fronde”, “lo sciabordio delle onde”, “ i gabbiani”…da quello vedi dove si ferma il talento delle persone».
MR «E a proposito del rapporto fra la parola e la musica?»
CP «Sì, esiste la vecchia querelle se i cantautori siano i nuovi poeti… io non credo sia così. Penso che il poeta cerca di far suonare le parole, e quindi la musica è dentro le parole; una delle componenti della poesia è il ritmo, è il suono. Come diceva Rimbaud, il poeta è un alchimista del verbo, perché se muti il posto di una parola cambi tutto quanto».
MR «Bisogna trovare la nota giusta…».
CP «Sì, è come comporre una sinfonia, le note devono avere la sequenza giusta, ogni strumento deve essere accordato e in sintonia».

MR «Si vive solo in attesa della bellezza?» CP «La bellezza, in senso lato, è fondamentale. Bellezza nel senso di avere gusto, di imparare ad amare le belle cose. E poi è importante cercare di essere una bella persona, perché in giro c’è troppa gente brutta dentro».
MR «L’arte può veramente trasformare gli individui e la società?»

CP «Io penso che l’arte, e più in generale l’espressione della propria persona, sia l’unico mezzo che abbiamo per cambiare il mondo. Bisogna partire dalla propria persona, non accontentarsi del primo lavoro che capita, non accettare compromessi artistici o sentimentali, perché se tutti danno un contributo di sé stessi al massimo livello, allora si migliora il mondo intero. Poi bisogna, anche a Genova, cambiare prospettiva, fare una rivoluzione culturale che parta dal basso, dagli artisti, dai fruitori, e arrivi a coinvolgere chi gestisce, in modo che non si seguano le mode, come fanno tanti operatori culturali, ma si cerchi di intercettare in anticipo i bisogni. Se l’unico criterio sono i biglietti venduti, allora si rischia di banalizzare la cultura, e si penalizza la creatività e la qualità».



è il drammaturgo del . Ha scritto anche per la radio e per il cinema. È sempre molto indaffarato a essere pigro. Anche se di recente si è dato un gran daffare insieme a Franca Fioravanti per la pubblicazione di Il cielo interiore. L'esperienza del Teatro delle Nuvole (Titivillus, 2006), volume che racconta un'esperienza spettacolare lunga tredici anni. Romei e Fioravanti presenteranno all'interno del , venerdì 16 giugno, una rassegna dedicata a Tina Modotti (h. 16.30) organizzata in collaborazione con la Cineteca D.W. Griffith, mentre sabato 17, sarà l'occasione per parlare del loro libro (alle 15.30) e assistere al loro spettacolo L’ultima rosa – dedicato a Tina Modotti,(alle 17.30, tutto al Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce (via J. Ruffini, 3).

Potrebbe interessarti anche: , Mastoplastica additiva: come affrontare al meglio il post operatorio , Msc Crociere per l'ambiente: prima compagnia crocieristica al mondo a impatto zero di Co2 , Addetto Ufficio Merci: il bando per il corso della Scuola Nazionale Trasporti e Logistica , Veicoli commerciali: tutti i vantaggi del noleggio , Volotea e Dante Aeronautical progettano un aereo ibrido-elettrico per brevi rotte