Magazine Mercoledì 14 giugno 2006

Segnali di Fumetto

Magazine - E così è cominciato il mondiale. Una fatica pazzesca.
Chi, come me lunedì sera (12 giugno) era per le strade poco prima di inno e fischio di inizio ha ammirato la meraviglia di una partita del mondiale che porta allo spopolamento della città, roba che neppure alle due del pomeriggio del quindici agosto.
Avete presente il momento che anticipa uno starnuto, sembra non finire mai e quando deflagra, meglio stare lontani.
L’attesa per la partita d’esordio degli azzurri è stata lunga e fruttuosa grazie a un bel due a zero che consegna ai delusi del pallone la speranza di un estate che sia anche di calcio oltre che di tribunali.

Ma archiviata la prima partita cosa si fa in attesa che arrivi la seconda?
Di lavorare ovviamente non se ne parla e chi vi racconta che in questi giorni lo sta facendo, mente sapendo di mentire. Per un mese tutti siamo tecnici pronti, davanti alla macchina del caffè, a domandarsi, con cognizione, se Totti e Del Piero possano convivere anche senza avere il placet del Vaticano sulle coppie di fatto.

Per combattere la febbre da attese non vi resta che distrarvi stando lontani dal televisore, meglio se passando il tempo dedicandovi alla lettura di un fumetto che vi distragga dalle tradizioni del perfetto calciofilo: birra, spaghetti, partita e rutto libero (rigorosamente in ordine sennò non dà soddisfazione).

Germania e distrazione non sempre sono due termini che vanno d’accordo. I tedeschi sono da sempre sinonimo di rigore, ordine e organizzazione. Un po’ come gli svizzeri, ma più tedeschi. Il divertimento è invece legato all’Italia in cui situazioni paradossali e risate improvvise sono all’ordine del giorno.
Sarà per questo motivo che quando l’italianissimo Bonvi ha cominciato, nel 1969 a raccontare a modo suo l’esercito tedesco il risultato è stato un paradosso esilarante: gli Sturmtruppen.

Tra un medico convinto di essere invisibile - che per questo si aggira nudo per il campo - e il soldaten che ha pagato per una vacanza con l’esercito, le strisce di Bonvi sono da molti considerate un manifesto all’antimilitarismo, un modo unico per raccontare quanto siano assurde le guerre e tutto ciò che ne compete.
C’è qualcosa di più pacifista di un esercito di sciroccati che passa il tempo ad affrontare situazioni paradossali che neppure contemplano il nemico. Non fanno prigionieri, non sparano a nessuno e spesso cadono colpiti dalla qualità del rancio invece che dal fuoco nemico.
Come tutte le strisce anche gli Sturmtruppen possono essere letti tanto in intervalli brevi, come quelli tra il primo e il secondo tempo, quanto in periodi più lunghi come quelli che precedono una partita importante tipo Tunisia – Arabia Saudita.

Il Mondiale può essere vissuto anche attraverso i fumetti? Perché no?
Sbeffeggiare gli avversari potrebbe essere l’arma in più per arrivare indenni e magari allegri a prescindere dal risultato, al 10 luglio.
Mi è bastato accennare e cominciare a leggere gli Strurmtruppen e subito la Germania – irresistibile all’esordio - è stata quasi fermata sul pari dalla Polonia nella partita tra il papa di ieri e quello di oggi ( che ha vinto al 91esimo, porka peletten!) . Che sia un buon auspicio?

Consigli per gli acquisti:
Se avete voglia di comprare qualche striscia degli sturmtruppen in casa vi basta entrare in una qualsiasi libreria e chiedere, ne esistono di tutti i formati e per tutte le tasche. Presi a pezzi o in blocco ricordatevi una cosa, non sono come il Brasile che promette spettacolo e regala sbadigli, ma sono puro divertimento.

Buona Lettura!

di Francesco Cascione

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