Magazine Mercoledì 14 giugno 2006

Tra le pagine di Karine Tuil

Nelle immagini la scrittrice Karine Tuil

Magazine - Sanremo. Scrive da sempre, il primo manoscritto l’aveva pronto a 19anni. Di questo suo precoce amore divenuta professione, Karine Tuil, autrice parigina di origini nord-africane, parlerà venerdì 16 giugno, alle 17, a Villa Nobel, Sanremo. L’occasione della sua gita in Italia è l’uscita nelle nostre librerie del suo romanzo Vietato (Enterdit), appena pubblicato da , ma in verità seconda fatica della dolce, quanto ironica Karine, e punto di partenza del suo successo. A Sanremo la scrittrice risponderà alle domande di Sergio Buonadonna, promotore con la società Idee Cultura dell’evento sanremese.

Caso vuole, mesi fa, guidata solo dall’istinto, mi è capitato per le mani proprio il suo primo romanzo edito in Italia Di sesso femminile, (Voland, 2005): l’esilarante vicenda di una giovane donna emancipata che tenta in tutti i modi di avvincersi dal giogo di una madre ebrea, ingombrante fino nei più reconditi androni dell’intimo.

«Non c’è nulla di autobiografico in quel testo – spiega Karine – per fortuna i miei genitori e mia madre in particolare sono persone molto diverse dai protagonisti della storia. E Emma Blum non sono io». Eppure Emma, come Karine è di sesso femminile e nasce nei primi anni ’70 proprio come Karine (1972), che però guarda alla storia e ai personaggi partendo da una citazione da Il secondo sesso di Simone De Beauvoir.

«Anche i miei genitori vengono dal Nord Africa e di esempi a me vicini di donne ancora profondamente sottomesse all’uomo ne ho molti. Mia madre però è stata per me una guida. Mi ha fatto leggere e amare fin da piccola la grande letteratura. Oggi è insieme a mio marito la mia prima lettrice e aiuto prezioso sui titoli. Io per quello sono un disastro». La metamorfosi di Franz Kafka e Lo straniero di Camus sono i libri che Karine indica tra quelli che hanno segnato la sua storia professionale, ma tanti altri gliene vengono in mente tra cui Philippe Roth, Ferdinando Pessoa, Saul Bellow, Primo Levi e Alberto Moravia e poi molti autori dell’Europa dell’est. Di sesso femminile è in verità parte di una trilogia che comprende Pour le pire e Enterdite e che ha al centro sempre un matrimonio: mancato, da distruggere architettando la morte del coniuge oppure da costruire appena prima dell'estrema unzione salvo scoprirsi inadeguati.

A un passo dalla tesi di laurea in giurisprudenza, il successo di uno dei suoi libri (proprio Enterdite), le ha fato cambiare strada. Così oggi, la precoce divoratrice di libri è acuta e sagace narratrice di storie. Alla ricerca del significato dell’identità tra vita pubblica e familiare, entrando dentro il confronto fra tradizioni religiose e culturali, Karine ha deciso di verificarne la portata partendo dal vivere odierno.

«Avevo voglia di raccontare il rapporto conflittuale tra una giovane donna che vuole essere libera e il milieu da cui proviene. La necessità di non essere succube e, al contempo, quella di mantenere un legame con le tradizioni per questioni d’identità». In Di sesso femminile, Emma all’età di trentanni, è correttrice di bozze per una casa editrice di libri erotici, non è ancora sposata, ha una relazione con un uomo coniugato Jules e quel che è peggio, agli occhi della madre, non se ne preoccupa affatto. A giudicare la bontà di queste scelte è Nina, la madre. Donna ebrea di saldi principi ortodossi e inusitata prepotenza femminile: Nina schiaccia, deprime, annienta (e ce n'è anche per il figlio maschio Paul: il prediletto che vive a New York); è un covo di sensi di colpa ambulante pronto ad affliggere le persone vicine minacciando continuamente la morte come arma letale e indiscutibile. Non ci sono vincitori, né vinti in questa storia, ma molte contraddizioni che coesistono, tra cui che Jules, l’amante di Emma era suo promesso nell’infanzia; che Nina stessa sulla tomba del marito debba scoprire con orrore di non essere passata indenne dai cattivi costumi. Una certa contaminazione emerge come risultato del confronto fra titaniche identità e così anche Nina, nell'infiltrarsi nella vita della figlia, troverà tra i libri erotici il materiale per un nuovo look.

Domina una voce ironica e disillusa che in molti hanno paragonato allo spirito di Woody Allen. Uno humor tragicomico che ricorda Chaplin e che sta trovando molte varianti tra le autrici contemporanee (di cui la belga Amélie Nothomb continua a fornire ingegnosi esempi). Tuil usa la comicità alla stregua di un linguaggio «un materiale come un altro», che a volte è strumento servo dello scrivere, altre soggetto principale. È il caso del romanzo «Quand j'étais drôle: storia di un comico francese, Jérémy Sandre, ou Jerry Sanders che lascia una brillante carriera in Francia alla volta dell’America dove resta vittima della francofobia». Per chi volesse approfondire l’argomento può leggere (in francese) la lettera aperta ai lettori redatta dall’autrice stessa .

Intanto un nuovo libro è sulla strada della pubblicazione per il prossimo anno «una storia d'amore tra clandestini, in un centro di prima accoglienza». Nelle librerie francesi tra gennaio e febbraio 2007.

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