Genova e Torino mai così vicine - Magazine

Teatro Magazine Teatro Carlo Felice Martedì 13 giugno 2006

Genova e Torino mai così vicine

In alto la locandina che promuove l'iniziativa congiunta del Teatro Regio di Torino e del Carlo Felice di Genova

Magazine - Torino. Quando i lacci della borsa si stringono, nascono imprese intelligenti sull’idea vecchia come il mondo di unire le forze, che se si intende come esercizio d'arguzie è anche nota come due piccioni con una fava.
Ai blocchi di partenza Genova e Torino decise a mettere a frutto la vicinanza attraverso le competenze e le eccellenze specifiche, si lanciano in un progetto culturale comune, proprio nei giorni in cui si stanno chiudendo tra le due città importanti accordi sul fronte dell’energie e dell’acqua. Raddoppia il cartellone dei teatri lirici di Torino e di Genova. Il (TO) e il (GE), in questa nostra epoca di tagli alla cultura, presentano un progetto dedicato al pubblico, un unicum in Italia: le biglietterie delle due case d’opera funzioneranno sull’uno e l’altro teatro, proponendo agli spettatori dell’una e dell’altra città entrambi i cartelloni.

Piovono quindi premi sui fedelissimi/appassionati che, sul secondo abbonamento, hanno uno sconto del 50% - due stagioni al prezzo di una e mezzo, circa. Se poi un secondo abbonamento sembra troppo, è comunque previsto uno sconto del 20% a tutti gli abbonati sul biglietto per una singola serata dell’altro teatro.
E per chi non è abbonato né a Genova né a Torino? Si merita comunque uno sconto del 10% sui biglietti di entrambe i teatri (tutto a partire dal 16 settembre). E sì e poi come si fa a tornare a casa dopo le serate? Niente paura, anche questo è stato previsto e i turni proposti per il secondo abbonamento sono proprio quelli pomeridiani.

Certo, ai tempi delle biglietterie online sembrano quisquilie, ma quello che qui si mette in moto non è solo un’agevolazione (che va forse a vantaggio degli appassionati che risiedono non nelle due città, ma ai loro confini o in mezzo), ma qualcosa di più: i due teatri si scambiano proprio la risorsa più preziosa, i reciproci consumers, cioè due folti pubblici.
Qualcuno si chiede e allora dov’è il risparmio? Non c’è. Quello che si mette in atto è un invito a fruire di due cartelloni ( e ) all'altezza di quelli europei - per un totale di venti titoli che coprono diversi secoli di storia della musica - e visitare due città molto ricche per patrimonio culturale e naturalistico, ma soprattutto si tratta qui di un invito/suggerimento di politica culturale, che non dovrebbe fermarsi ai teatri ma andare oltre e magari essere accolta per le linee di ragionamento sulla cultura in tutta Italia - come auspicano i promotori stessi - per mettere in moto la virtuosità di un patrimonio che all’estero tutti ci invidiano e qui da noi è solo considerato un onere. Ma se il prezioso orticello fa parte di un parco botanico, non è presto detta la sua potenzialità?

Quindi quello che accade è l’avvio di un meccanismo di collaborazione e interscambio tra due teatri ma anche tra due città. E il dialogo in atto fra due fondazioni lirico-sinfoniche – nelle figure dei sovrintendenti (Walter Vergnano a Torino, a Genova), dei direttori artistici (Marco Tutino a Torino, a Genova) e certo dei presidenti, nonché rispettivi sindaci (Sergio Chiamparino, Beppe Pericu) – è già un segnale importante nel panorama della scena nazionale, il fatto poi che il comunicare si sia trasformato in tempi piuttosto veloci in un ragionare insieme per ottimizzare le forze, in tempi di scarse finanze, pare addirittura illuminato.

All’orizzonte i progetti sembrano poter lievitare sia sul fronte teatrale che sul quello degli scambi fra le città: Chiamparino invita esplicitamente Pericu all’incontro per trovare insieme altri ambiti di intervento. Il direttore artistico di Torino, Tutino, invita Triola a creare un grande appuntamento sinfonico-corale a settembre 2007 con le due orchestre e i due cori per mettere in scena composizioni normalmente molto difficili da ascoltare: il War Requiem di Britten e la Sinfonia dei Mille. Perché no?
E Poi forse creare una nuova stagione con scambi nelle produzioni e coproduzioni. Intanto giovedì 15 giugno al Regio debutta il Don Carlos di Verdi, in un allestimento firmato da Hugo de Ana, frutto di una coproduzione con il Carlo Felice e Teatro Real di Madrid.

Speriamo che sian rose.

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