Magazine Domenica 11 giugno 2006

Quando la cultura fa la differenza

Nella foto, la copertina del libro

Magazine - Multiculturalismo e interculturalismo. Non è semplice orientarsi quando si parla di diversità culturale e di tutti i problemi che la accompagnano. Ci aiuta un volume edito da (212 pag., 18.50 Euro) dal titolo Quando la cultura fa la differenza. Patrimonio, arti e media nella società multiculturale.
Si tratta di una raccolta di saggi che esplorano il tema del rapporto tra politiche culturali e società multietnica, curata da Simona Bodo – ricercatrice indipendente in problematiche di comunicazione – e Maria Rita Cifarelli, insegnante di Cultura Inglese presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Genova e coordinatrice del Corso di laurea in Comunicazione Interculturale.

Multiculturalità significa coesistenza tra culture, mentre l’intercultura è la promozione di scambi tra culture diverse. Il sociologo inglese Tony Bennett descrive la differenza tra il multiculturalismo liberale e quello critico, mentre Franco Bianchini – direttore della International Cultural Planning all’università di Leicester – e la ricercatrice indipendente Jude Bloomfield parlano della necessità di “un’esistenza condivisa”: incontrarsi e amalgamarsi con le minoranze nella vita di ogni giorno è l’unico modo per far crescere la solidarietà. “Le amministrazioni civiche devono promuovere l’interazione tra diversi gruppi culturali: l’insensibilità e la stereotipizzazione sono frutto di ignoranza più che di un’ideologia razzista”.
Goran Stefanovski, drammaturgo e sceneggiatore, ci illustra poi i possibili tranelli di multiculturalismo e interculturalismo. L'autore si rivolge direttamente alla Gran Bretagna, chiedendole di starlo a sentire: il protagonista del suo monologo è infatti un aspirante attore macedone emigrato in Inghilterra.

"Quando la cultura fa la differenza è anche il titolo di un convegno che si è svolto a Genova nel 2004" - spiega Maria Rita Cifarelli, "da quell'esperienza è nato questo volume, che vuole essere una rielaborazione dei temi discussi in quell'occasione. Abbiamo voluto proporre un confronto a livello europeo che richiamasse l'attenzione sulle politiche culturali, con un'occhio particolare per le istituzioni".
Come affermato anche nel corso del convegno, "l'Italia ha mostrato poca sensibilità nei confronti delle problematiche di integrazione culturale legate alla nuova immigrazione, al contrario di paesi come la Gran Bretagna e l'Olanda, anche se i problemi esistono un po' ovunque".
Nonostante questo, Genova è da anni piuttosto attiva nei confronti delle popolazioni straniere residenti: "iniziative lodevoli, che andrebbero però maggiormente sostenute".

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