130km all'ora? E allora non bere - Magazine

Attualità Magazine Giovedì 8 giugno 2006

130km all'ora? E allora non bere

Magazine - Genova. A 17 anni ero, per la prima volta, in un pub inglese. Tutti bevevano senza mangiare ed erano già molto su di giri anche se era ancora pomeriggio. Non compresi il lato divertente della situazione. Più tardi con alcuni amici, sempre inglesi, ci trovammo a tavola in più di un’occasione a discutere sul come e il perché gli italiani bevano solo a pasto. Una verità da me a lungo esportata, che ha presto perso credibilità, salvo poi essere smentita del tutto negli ultimi anni (sui 170mila incidenti stradali annui in Italia, 50mila sono causati dall’abuso di alcol). In Italia si beve eccome e oggi, giovedì 8 giugno e domani, venerdì 9, se ne parla in un convegno dal titolo Alcol, guida, sospensione patente... “Misure alternative e nuove proposte”, organizzato da un gruppo di lavoro legato al U.O. Ser.T. Centro Levante di Genova, presso la sede centrale della CARIGE (via D. Chiossone, 12) - al gruppo di lavoro partecipano diverse tipologie di professionisti: un magistrato (C. Brusco), un avvocato (M. Cafiero), uno psichiatra (G. Schiappacasse), due assistenti sociali (C. Colombani e F. Cagnana), un medico legale (S. Abamo) e un educatore (F. Facchini).

Si beve eccome, in Europa e in Italia, come conferma l’epatologo Gianni Testino, (presidente ligure della Società Italiana di Alcologia): «soprattutto fuori pasto, con un incremento del 110%, soprattutto nel weekend. E a farlo sono soprattutto giovani e giovanissimi, tra cui spicca un incremento del 40% tra le donne sotto i 25 anni. Negli ultimi 5 anni, in Italia, i trapianti di fegato sono aumentati del 25% in soggetti sotto i 45 anni. Da notare che per distruggere un fegato ci vogliono almeno 20 anni». In una rapida indagine, condotta recentemente dal dottor Testino in alcuni istituti tecnici genovesi, su 138 ragazzi/e tra i 17 e i 18 anni, è emerso che un 13% ha già le caratteristiche di un bevitore problematico - e su un campione così piccolo la percentuale fa tremare. Ma chi sono questi bevitori problematici? «Chi supera gli 80 gr. di alcol al giorno, anche se poi concentra le bevute su tre o quattro giornate/serate. E sono in molti a farlo, provocandosi danni straordinari e precoci, sia epatici che sul sistema nervoso centrale. Di fronte alla domanda “perché bevi?” il 50% ha risposto per disagio psicologico imprecisato, qualcuno invece ne fa una questione di moda, altri perché indotti da modelli proposti dai mass media». E se per molti bere è un semplice svago, i problemi alcol-correlati sono in crescita, in un panorama che parla di nuove dipendenze.

«Il convegno – spiega l’assistente sociale del Ser.T.F, Francesca Cagnana - intende essere un punto di partenza per fare cultura: sensibilizzare, ma anche fare formazione su comportamenti che ledono la salute del singolo, quella dei familiari e anche di estranei (per esempio coinvolti in incidenti stradali, o soggetti a violenze). E poi vogliamo promuovere l’introduzione dell’attività socialmente utile in alternativa dell’attuale pena pecuniaria». Una proposta, spiega il magistrato Carlo Brusco, «già prevista per altri casi, come la tossicodipendenza o a seguito di lesioni colpose su incidenti stradali. L’attuale spettro detentivo per guida in stato di ebbrezza in realtà è poco efficace, perché è noto che alla galera non si arriva quasi mai. La proposta potrebbe avere un buon riscontro in termini di efficacia dissuasiva». E mentre le strutture dove svolgere potenzialmente questa attività sono ancora da predisporre si pensa alle ASL, già impegnate su questo fronte per chi si è visto sospendere la patente. Proprio dalle ASL arrivano i dati più duri sul fenomeno, dal coordinatore del dipartimento delle dipendenze ASL3 genovese Piergiorgio Semboloni: nel 1996 i pazienti che si sono sottoposti a esami (ematici, delle urine e visite psichiatriche) erano 63, nel 2005 sono diventati 1862; la percentuale di utenti che abusano di alcol è passata da un 8,14 del 2000, al 30,43 del 2005.

E dopo il convegno? «A noi interessa - dice Cagnana - proseguire il lavoro con le famiglie di soggetti con problemi di alcol e certo operare sulla sensibilizzazione. Intanto vorrei ricordare che il U.O. Ser.T. Centro Levante di Genova si occupa di problemi alcol-correlati da 20 anni, appoggiandosi ad altre associazioni tra cui il Club degli Alcolisti Anonimi e al Club degli Alcolisti in Trattamento». La vastità del fenomeno resta e si può apprezzare anche solo osservando il numero degli enti e dei professionisti coinvolti. Forse basterebbe fare come gli inglesi: di sera, a turno, chi guida non beve. Semplice come l'acqua.

Info: U.O. Ser.T Zona 6 - via G. Maggio, 6, tel. 010 3446330/18. Gli atti del convegno e il materiale inerente l'argomento sarà in visione nelle pagine del sito: www.sertservice.it - nella sezione "Staff" nella sottocartella" "Novità".

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