Magazine Giovedì 8 giugno 2006

La poesia è sempre più povera

Magazine - Genova. La città di Montale spalanca le porte alla poesia? Così si direbbe, a vedere il sottotitolo della dodicesima edizione del creato da , che torna dal 15 al 22 giugno 2006.
Ma il vero senso di Parole spalancate lo possono capire meglio solo i liguri: «Spalancate non sta ad indicare aperte, ma senza palanche, ovvero senza soldi», dice il Pozzani che, nonostante stia per tagliare il nastro di un’altra kermesse ricca di eventi e di ospiti, ha un po’ il dente avvelenato. «Ero già d’accordo con Nick Cave - dice - lo avrei portato a suonare qui a Genova, in un concerto gratuito. Ma ho dovuto rinunciare». Dopo Cave sarebbe stato un bel colpaccio.

In ogni caso, non mancano le occasioni per stimolare la curiosità. Cito alcuni ospiti: Richard Mattew Stallman (giovedì 15), hacker storico e strenuo nemico del copyright; il poeta russo Evgenij Evtushenko (giovedì 15); il cantautore giamaicano Linton Kwesi Johnson (martedì 20); Johnatan Galassi (lunedì 19), il più grande traduttore americano di Montale; Dana Gioia l’equivalente del Ministro della Cultura negli Usa (sabato 17); Michael Ondaatje (mercoledì 21), autore del romanzo Il paziente inglese; Cornelius Eady, astro nascente della poesia afroamericana.
Confermate le tante iniziative collaterali che accompagnano questa settimana poetica: le celebrazioni del Bloomsday e la Notte della Poesia il 16 giugno, i Percorsi poetici, il convegno Ricostruzione. Il paese ospite quest’anno è la Georgia: le renderà omaggio una mostra nel Palazzo della Regione e la sua cantautrice più nota, Natalia Gelashvili. Insomma, la ciccia è tanta ( , okkio, è 1,5 Mb), cerchiamo di condensare.

La manifestazione si allarga quest'anno alla fascia pomeridiana - in cui gli ospiti potranno incontrare e parlare con i pubblico. Gli eventi si spargono in vari musei e location cittadine: quelli di maggior impatto avranno luogo come sempre nell’Atrio di Palazzo Ducale, ma ci saranno incontri a Palazzo Tursi, Palazzo Rosso, Palazzo Bianco, Palazzo Lomellino (tutti in via Garibaldi), al Galata Museo del Mare, al Castello D’Albertis, alla Biblioteca Berio e altri locali del centro storico.

Si parte, giovedì 15, con la conferenza di Stallman su Copyright vs Community (Berio, ore 18). In serata a Palazzo Ducale, l’inaugurazione del Festival con Evgenij Evtushenko, le letture di Patrizia Cavalli, Cornelius Eady, David Magradze e il concerto di Natalia Gelashvili.

Venerdì 16 inizia con una mattinata interamente dedicata ai blog e al mondo di internet presso la Berio. Il clou arriverà però in serata, con la Notte della Poesia: eventi poetici, musicali e degustazioni si svolgeranno fino a ore indicibili nei Palazzi di Strada Nuova. Sempre venerdì si festeggia il Bloomsday: il 16 giugno infatti è il giorno in cui si svolge il monumentale Ulysse di Joyce. Per tutto il giorno verranno lette parti dell’opera in vari luoghi della città.

I percorsi poetici di quest’anno sono quattro, dedicati a Paul Valéry (16 giugno), Montale (14, 17, 19, 21 giugno), a Ottocento in Salotto (20, 22 giugno, come l’omonima mostra in corso alla Galleria d'Arte Moderna di Nervi) e al Cimitero di Staglieno (18 giugno).

Domenica 18 al Galata Museo del Mare l’incontro tra il poeta del Novecento, , e Wikipedia, l’enciclopedia online.

Qual è il bilancio iniziale del Festival? «Organizzare una manifestazione conosciuta a livello internazionale è sempre più difficile», dice Pozzani. Vero è che lo spirito è sempre stato più quello di scoperta e valorizzazione di talenti poco noti: «ma le aspettative e le esigenze di immagine crescono ogni anno», continua il direttore del festival, «i fondi invece rimangono gli stessi se non dimuiscono».

Pozzani da anni gira il mondo per reading e convegni legati al mondo della poesia. Puoi fare un paragone tra la considerazione che si incontra in Italia e nel resto del mondo per iniziative come quella che hai creato tu? «In Sud America c'è molta attenzione. In Colombia, per esempio, ho letto poesie di fronte a migliaia di persone; in Francia, grazie agli enti locali, ci sono istituzioni come il . In Italia, invece, c'è un grande vuoto istituzionale. Persino i famigerati tagli al Fus (Fondo Unico dello Spettacolo) non ci hanno toccato molto, perché la poesia non rientra nei settori contemplati per gli investimenti».
Come vedi il pubblico genovese? «È sicuramente la nostra più grande risorsa, senza cui non saremmo arrivati alla dodicesima edizione», conclude Pozzani.

di Daniele Miggino

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