Magazine Mercoledì 7 giugno 2006

La posta del cuore

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Un aiuto per dimenticare
A 45 anni, un anno fa scopro il tradimento e l'amore di mio marito per un'altra donna.
E' un fulmine, una saetta a ciel sereno, qualcosa che non avrei mai creduto possibile. Lo amavo alla follia, nonostante fossimo insieme da trent'anni era stato il mio primo e unico uomo: il grande Amore della mia vita. Credevo che fosse il mio superenalotto; la felicità a me dovuta dopo i lutti e le disgrazie familiari che tanto mi avevano duramente provata.
Perdono e provo a credergli ancora ma scopro che lui continua, riperdono e lo riscopro, perdono ancora e lo riscopro, finché ci lasciamo e decidiamo di separarci. Distrutta, sopraffatta da un dolore lacerante soffocante terribile, anche fisico, nel quale lui affonda i suoi "Non ti amo più", "Il nostro matrimonio è finito" ogni volta che mi rivede sempre più magra e inconsolabile.
Nonostante l'immenso dolore divento ogni giorno più desiderabile, più carina e sono corteggiatissima, finché incontro un ex collega di mio marito che mi marca strettissima. È costante, dolce, presente, non cede nonostante i miei rifiuti anche pesanti. Poi un giorno, dopo l'ennesima cattiveria del mio ex marito, decido di vivere questa storia e mi trovo catapultata in un rapporto dolcissimo fatto di tanta tenerezza, passione, voglia di vivere. Mi fa conoscere un nuovo modo di essere amata, mi sembra per la prima volta di ricevere e di non dare nulla. Mi sento coccolata, viziata come una bambina ma non riesco a togliermi di dosso la voglia di vendetta nei confronti del mio ex marito, che al contrario di me invecchia ogni giorno di più.
Mi fa paura questa mia cattiveria, non mi riconosco in questo desiderio di vendetta. Perché non mi diventa indifferente? Pesche nonostante tutto non passa giorno che io non pensi a lui con rancore e profondo odio? Come posso fare per allontanarmi totalmente da lui? Non riesco più ad essere il punto di riferimento importante e sicuro per i nostri figli che sono ormai grandi ma non adulti (18 e 20 anni) e che soffrono tantissimo per questa separazione, perché se è stato un fulmine a ciel sereno per me lo è stato anche per loro, perché il padre fino alla fine ha mentito spudoratamente con tutti, mandando a me fiori e regali in cui continuamente affermava il suo amore per sempre a me unica e sola donna della sua vita!
Non riesco a perdonargli di avermi visto soffrire e di non essere riuscito a lasciarmi con onore senza menzogne. Oggi sento un sentimento profondo per questo nuovo compagno della mia vita, finalmente sono amata con generosità, ma non riesco a liberarmi di lui. Come posso fare perché lui esca definitivamente dalla mia testa?

Cara,
dimenticare. Lo so che è una banalità, lo so che mi stai chiedendo aiuto proprio perché non ci riesci, ma – banalità n°2 - nella vita niente è facile. E per fortuna. Se no che gusto ci sarebbe? Se ci pensi a mente fredda, mi darai ragione.
È chiaro che non ci sono ricette, senza contare che mi tocca suggerirti qualche cosa che non ti piacerà. Cioè guardarti bene dentro, ripercorrere quella lunga storia e chiederti qual è stata la tua parte. I matrimoni non si frantumano mai perché uno è stronzo e l’altro vittima, a meno che non sia stato così dall’inizio. Capire che parte hai avuto nella fine della vostra relazione ti aiuterà a non sbagliare più e, credimi, sarà anche il primo passo per prendere le distanze.
Perché ho proprio paura che il tuo grande rancore nei confronti dell’ex marito non sia neanche lontanamente imparentato con l’amore. Non più per lo meno. E spiego, anche se non ti piacerà neanche questo. Le tue parole mi fanno pensare a un ego ferito, che non accetta di essere stato rifiutato. Insomma mi fanno pensare all’orgoglio, che non è una qualità. La dignità lo è, l’orgoglio è solo un mezzo di autodistruzione. Per questo ti chiedo di riflettere e chiederti sul serio se sia amore o orgoglio ferito. Diciamo una reazione di quella parte un po’ bambina che abita tutti noi e pesta i piedi perché, nonostante abbia fatto tutto quello che doveva, le hanno tolto il giocattolo lo stesso.
Detto questo ti prego di leggermi con attenzione e non pensare: adesso questa dice che la colpa è mia. No che non è tua – anche se di sicuro non sei estranea all’allontanamento - la colpa è sua, è lui che ti ha mollata dopo averti mentito e che rigira il coltello nella piaga ogni volta che ti incontra. Perché gli pesa che tu sia ringiovanita e più attraente e che a lui accada il contrario (se volevi vendetta, eccola, ce l’hai).
Quindi gli elementi di riflessione che ti suggerisco servono solo ad aiutarti a cercare una strada razionale e adulta per liberarti di tanta sofferenza inutile. E, come sempre purtroppo, non è una strada piana e priva di ostacoli.
Ti faccio tanti auguri e spero di esserti stata utile,
Antonella

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di Antonella Viale

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