Magazine Martedì 6 giugno 2006

Baci e abbracci, Claudia

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Insomma amici. È cominciato come un sabato così. Niente di speciale. Mi sono svegliata con il piede sinistro, che poi è una cosa che faccio tutti i giorni perché dal mio letto si scende solo da un lato perché dall’altra parte c’è il muro e quindi è un po’ difficile balzare giù da lì.
Balzare. Parola grossa. La mattina, normalmente, a qualsiasi ora io mi svegli, sono uno zombi.

Ho aperto la finestra e ho sbadigliato verso un cielo bianco latte. Uffa, ho detto per cominciare. Ho guardato i miei due gatti e anche loro hanno sbadigliato. Giornata bigia. Mi sono trascinata tutto il giorno per casa con la scusa che ero stanca, che avevo una lavatrice da fare e poi da stirare e poi da pulire e poi guarda che tempo che fa e poi insomma, ma questa estate che non arriva e poi tu che pensi ai mal spesi. Risultato: un vero e proprio D Day.

Depression day. Ogni tanto se ne ha uno. Il fatto è che, verso il tardo pomeriggio, dopo una giornata così, come minimo ti incarognisci con il mondo. Così quando le mie amiche Maie e Silvia mi hanno telefonato per dirmi di raggiungerle al Ducale al Tango Festival, mi sono detta: ma che cavolo ci vado a fare? No grazie, ho risposto, scusate ma proprio non è cosa. E loro. Eddai, non farla tanto lunga, fatti una doccia e vieni qui. Ed io, tutta compresa nel mio scazzo passivo, non ho potuto far altro che obbedire.

In poco meno di un’ora mi sono ritrovata nella Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale, precisamente ad un corso di seduzione, uno dei momenti della settima edizione del Genova Tango Festival, orchestrato da Cristina Querci, esperta di immagine e da Laura Cuttica Talice, psicologa.
All’inizio avevo una smorfia cupa sulla faccia. Poi mi sono fatta rapire da lei. Cristina, che tra l’altro ho avuto il piacere di conoscere, si muoveva con grazia sul palco e raccontava, con delicatezza e grande maestria, dei vari accorgimenti da prendere per ovviare i nostri piccoli difetti ed essere seduttivi, sempre e comunque. E davvero lo faceva con grazia e una dose efficace di autoironia, tale da ottenere un pubblico attento e divertito.

Cristina, secondo me, è fantastica. È un personaggio carismatico, di quelli che trascinano. È un anno o giù di lì che balla il tango argentino, credo, ma con il suo entusiasmo e la sua energia sembra che non abbia fatto altro per tutta la vita. È una donna che fa ogni cosa con passione, e si vede. E anche il fatto che si prenda un po’ in giro, talvolta, sottolineando qualche suo difetto e ridendoci su, la fa diventare davvero seducente. Insomma, la Querci, partendo dall’arte di profumarsi e arrivando a suggerire piccoli dettagli per far risaltare lo sguardo, i capelli, la scollatura, ha spiegato a tutte come fare per essere più attraenti.

Poco dopo ecco il turno della psicologa, che ci spiega come fare soprattutto a sentirsi attraenti. Sta tutto nel nostro atteggiamento verso la vita. E se siamo positivi e ben disposti lo comunichiamo agli altri e automaticamente risultiamo più affascinanti e accattivanti. Sostanzialmente sono d’accordo. Dico solo che non sempre è facile. Ci sono pure i periodi neri. Basta saperlo. E basta accettarlo.
E poi la lezione è continuata con alcuni esercizi pratici. E allora mi sono veramente divertita. Voglio dire. Lì per lì, quando sono stata trascinata in mezzo alla sala come “volontaria” per provare a sedurre con lo sguardo un perfetto sconosciuto, più imbarazzato di me, e con le risate delle mie amiche in sottofondo, mi sono sentita parecchio a disagio. Ma dopo un attimo mi sono accorta che mi stavo divertendo. Ed è stato bello vedere che anche tutta la sala si è lanciata in questi esercizi di seduzione. Insomma, questi rigidi e impalati genovesi stanno proprio cambiando. Hanno voglia di lasciarsi andare. Evviva.

E dopo, lezione di tango e poi uno spettacolo e poi altro ancora.
E allora che dire? Evviva Genova e le donne come Paolina Antognetti (che cura la direzione artistica del Festival) e Cristina Querci e tutte quelle che organizzano questi eventi culturali gustosi.
Evviva il tango, che mi è pure venuta un po’ di voglia di imparare per diventare una tanguera.
Evviva tutte queste persone simpatiche che avevano voglia di lanciarsi e mettersi in gioco.
Uomini e donne.
Evviva che a stare con gli amici mi è tornato il buonumore.

La vostra,

Claudia Priano
di Daniele Miggino

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