Concerti Magazine Lunedì 5 giugno 2006

I Popsters: punk‑rock siciliano

Nella foto: I Popsters

Magazine - Genova. Dopo aver girato gli States per promuovere il loro nuovo album, All of You, i Popsters sono pronti all'esibizione live all' di venerdì 9 giugno, anticipata nel primo pomeriggio da un acustico quasi inedito alla Fnac. Abbiamo intervistato Stefan Eno per conoscerli meglio.
La loro musica è in bilico tra anime pop e punk. Il loro cuore è siciliano, ma sono pazzi per Genova. Line Up: Stefan Eno (chitarra e voce), Ciaccio (basso), Ezio (batteria), Ecumenicus (chitarra).

Finalmente tornate a Genova, città che vi ama particolarmente. A cosa si deve questo attaccamento?
«Grande, come prima domanda non c’è male! Siamo lontani dalla scena italiana da un bel pezzo, abbiamo girato ovunque ma in Italia manchiamo da almeno due anni. Genova, poi, è come una seconda casa per noi: abbiamo molti amici, è stata meta delle mie vacanze e non solo per un bel pezzo e lo è tuttora. Ecco perché tutta questa attesa, merito delle serate passate nella vostra splendida città, di mille sbronze, di deliri su deliri. Troppo bella, Genova. Troppi amici a Genova».

Un passo indietro. I Popsters: passato, presente e futuro. Come sono nati, cosa stanno facendo e cosa sperano di fare da grandi?
«Abbiamo iniziato suonando cover di Ramones, Hard-ons, Descendents; insomma, un po’ come tutti quelli che vogliono mettere su una band. Evoluzioni su evoluzioni, mille sbattimenti, difficoltà, momenti belli e brutti, ma ci siamo ancora. Al momento siamo tornati da poco da un secondo tour americano per promuovere il nostro nuovo cd, All of You. Dove andremo in futuro? Neanche ci penso. Suoniamo, facciamo quello che abbiamo sempre fatto con il cuore, con una passione incredibile».

L’album All of You è trascinante, divertente, entusiasmante ma soprattutto emozionante: c’è stato un filo conduttore che ha portato alla creazione di questo oppure molteplici esperienze sono confluite nella sua realizzazione finale?
«I pezzi risalgono ormai a un anno fa. Nessun filo conduttore particolare, giusto quello che ho vissuto io ma anche gli amici e chi mi sta intorno. Non mi piace l’idea di un concept album: non saprei minimamente come fare a mettere su delle canzoni che hanno la stessa linea. Di base trovo ispirazione nelle storie sentimentali, ma nei testi mi piace dare sfogo a ciò che non mi piace; ad esempio il posto dove vivo, come ci vivo, perché ci vivo». (sogghigna)

Quali influenze musicali hanno segnato te e i Popsters?
«I gruppi citati in precedenza, quelli di cui abbiamo iniziato a fare cover: Ramones, Hard-ons e Descendents.

Parliamo delle vostre origini siciliane. Le realtà musicali dell’isola forse hanno qualche difficoltà in più a farsi conoscere. Per voi questa distanza è un handicap?
«Lo è e lo è stato non poco. Pensa che per questo giro italiano la prima data sarà il 7 a Livorno: 15 ore di macchina. Una volta abbiamo guidato da Copenhagen a Palermo per tipo due giorni e mezzo».

Prima di suonare all’Alter Ego nella versione “sporca”, come si suol dire, che spettacolo proporrete a chi verrà alla Fnac per il vostro acustico?
«È un esperimento nuovo per noi. Proporremo qualche pezzo vecchio e qualcosa di nuovo in una versione mai sentita prima, che susciterà di certo molto stupore; lo suscita a me ogni qualche volta provo con Ernesto (il chitarrista, Ecumenicus). È solo la seconda esperienza per noi in chiave acustica: non vediamo l’ora».

Roberto Murgieri

Per info
www.the-popsters.it

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