Magazine Mercoledì 31 maggio 2006

La pioggia di Wither è nelle vene

Prendete la figlia del preside di una scuola americana, fatele praticare la magia Wicca e mettetela in condizione di sconfiggere un demone capace di entrare nel dna delle sue vittime. Shackerate bene il tutto ed otterrete il primo libro di John Passarella, Wither.
Riprendete tutti gli ingredienti di prima e questa volta fate il demone ancora più cattivo e vendicativo nei confronti dell’aspirante strega Wicca. Cosa otteniamo ora? Il secondo libro di Passarella, La pioggia di Wither (Ed Gargoyle Books, pp. 393, Eu 17,50): la giovane Wendy Ward, alla ricerca di una vita normale, si trova a dover affrontare il ritorno dell’entità diabolica di Elizabeth Wither che questa volta s’impossessa del corpo di una attraente adolescente, Gina Thorne.

La prefazione del secondo volume di Passarella è stata scritta da una nota penna di mentelocale.it, Giorgio Viaro, curatore della rubrica , ed appassionato di film e letture horror, di quelle che fanno saltare sulla sedia. «La prefazione l'ho intesa come un piccolo manuale sulla storia delle streghe», mi spiega Giorgio, «anche perché difficilmente sono le protagoniste delle storie, spesso sono solo antagoniste, mentre qui dettano le regole del gioco».

Nel leggere il libro mi ritrovo con quanto ha scritto Giorgio nella prefazione, nel definire il lavoro di Passarella un romanzo adulto che non rassicura sul male oscuro, ma mi accorgo anche che la storia riesce a coinvolgere chi, come me, non apprezza molto il genere. Vi ritroverete rapiti dalle pratiche magiche di Wendy e sedotti dal fascino assassino di Gina: senza sapere come, vi scoprirete incuriositi dal sapere come andrà a finire, il bene vincerà un’altra volta?
Tristemente scontata la risposta, ma più interessante come ci si arriva, la giovane Wicca - destinata a perdere tutte le persone che ama per poter sconfiggere il male - troverà in se stessa la chiave per sconfiggere la sua nemica, grazie anche all'aiuto spiritico di una vecchietta e di un lupo bianco molto particolare.

Immancabile la presenza del sesso che diventa il mezzo principe usato da Gina/Wither per ottenere la fedeltà dei suoi seguaci e a garantirsi patti di sangue assolutamente inscindibili. Un esempio su tutti? Il reclutamento di un poverino che avviene con un sanguinolento morso sul pene.
La pioggia, che dà il titolo al romanzo, non è altro che il sangue nero di Wither che le sue reclute devono bere per essere trasformate in fidi soldati: solo quelli con una forte volontà riusciranno a contrastarne l’effetto.

In generale il libro coinvolge il lettore ed è adatto a chi copre la distanza lavoro-casa e viceversa con i mezzi pubblici per ingannare il tempo in modo piacevole. Prima di buttarvi nella lettura vi preannuncio che la sta per far uscire il terzo e il quarto volume della sagra di Wither. Una domanda mi sorge spontanea: ma cosa può ancora succedere?
di Annamaria Giuliani

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