Magazine Martedì 30 maggio 2006

La posta del cuore

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Dubbi e rimorsi

Cara Antonella,
vorrei dirti che sono indeciso tra due ragazze. O Quasi. I problemi sono due: non riesco a capire se le ragazze si interessano a me e neanche se ho sbagliato tutto, da tutta la vita, nel mio modo di comportarmi con loro.
Sono molto giovane - faccio la scuola superiore - non so se sono bello: nessuna me lo ha detto e non ho mai avuto il coraggio di chiederlo. So solo che sono simpatico, perché faccio ridere tutti e ho un mucchio di amici. Questo forse è il problema, perché il mio comportamento nasconde una grande timidezza, quella che mi impedisce di dire a una ragazza quello che provo per lei, figurati a due. Che non è neanche quello che mi interessa, anzi, troverei mostruoso un comportamento tipo: "se la prima non ci sta, ci provo con l’altra".

Adesso provo a spiegare tutto bene: prima conosco A, che è più giovane di me, è molto bella, ci troviamo subito e passiamo un mucchio di tempo insieme. Io faccio battute e lei ride. Una volta ho il coraggio di farle un complimento, ma mi tiro subito indietro. Così lei si fidanza con un altro.
La cosa non mi addolora troppo, perché nel frattempo ho conosciuto B, che mi ha fatto dimenticare il resto del mondo. Stessa storia: io faccio battute e lei ride. Solo che questa volta mi faccio coraggio e le scrivo. Lei, che naturalmente è fidanzata, non mi parla della lettera, ma cambia un po’ il suo atteggiamento. Stranamente, quasi nello stesso periodo, anche A (che non conosce B), sembra più interessata a me. Che non ci capisco niente. Non so se interesso loro, non so se il mio comportamento da giullare le allontani invece di avvicinarle, non so come fare a capirlo e soprattutto, visto quello che ho scritto sopra, non so come comportarmi con entrambe. Cosa devo fare?

Grazie mille, ciao!

Caro molto giovane con dubbi e rimorsi,
se mi limitassi a dirti una verità che nessun "molto giovane" accetta volentieri - e cioè che questa è una prova generale per diventare grandi - ti pentiresti di avermi scritto.
Ma per favore, tienine conto: è vero ed è probabile che tu abbia davanti a te ancora parecchi amori che ti faranno dimenticare il resto del mondo. Tuttavia, siccome sei intelligente e anche abbastanza introspettivo, meriti qualcosa di più, qualche strumento per affrontare la prova con più sicurezza.
Hai ragione, far ridere non è una buona strategia. Hai torto quando dici che non sai se sei bello: se lo fossi lo sapresti, te lo avrebbero fatto capire e non avresti bisogno di essere intelligente e spiritoso. Probabilmente sei normale, forse addirittura carino. Insomma, appartieni alla categoria di quelli che hanno bisogno di sfoderare una bella personalità per colpire.
E visto che ormai hai imboccato la strada del giullare – non buttarti giù però, le donne dichiarano sempre agli intervistatori di volere un uomo che le fa ridere, anche se non scommetterei che siano sincere al 100%... - continua, ti riesce bene, dici.

Però puoi essere comico, spiritoso, divertente, ma anche intelligente e profondo. Mostrare la propria sensibilità non è un peccato mortale. Credo che il segreto sia tutto lì: lasciar cadere ogni tanto una frase seria e intelligente, come di sicuro sapresti fare se non fossi così timido. Il punto, quindi, non è cambiare comportamento, ma imparare a vincere la timidezza e quindi sforzarsi – per esempio - di farsi prendere sul serio ogni tanto.
Per quello che riguarda le due ragazze, confesso una certa impotenza: la vostra è un’età in cui si procede a tentoni, per esperimenti – e ti fa onore provare a pensare invece di tirare la moneta - quindi va a capire cosa pensano davvero, cosa vogliono le tue amiche che stanno scoprendo il mondo. Ma che ti costa provare a parlare sul serio con la ragazza che ti interessa di più? Un rifiuto, male che vada, è meglio della relazione frustrante che hai ora. Buttati, coraggio. E auguri,

Antonella

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di Antonella Viale

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