La Tosse torna al Begato - Magazine

La Tosse torna al Begato

Teatro e Spettacoli Magazine Venerdì 26 maggio 2006

In alto Forte Fratello, sotto Forte Puin altre due 'scenografie' del Parco delle Mura adue passi dalla città

Magazine - Genova. «Siamo qui e non dovremmo esserci», esordisce Tonino Conte, generale per i giornalisti e regista per la cronaca, alla presentazione del Luglio della Tosse a Forte Begato oggi, venerdì 26 maggio. Come al solito alla Tosse ciò che è non è come sembra, e ciò che sembra può essere, ma non è ancora. Questa è la volta che "non è", ma al 99% sarà.

È il ritorno del teatro ai forti. È il tempo in cui Tonino si fa generale in una battuta e poi, a scherzo finito, quasi si sente tale, per . Dopo 8 anni di languori, malumori e tristi conferme, la Tosse ha sfondato un’altra barricata che impediva quest’anno il sogno maturato intorno a , reduce da un’imponente ristrutturazione e poi abbandonato a se stesso. «Se ci sono stati anni - racconta Giorgio Maifredi, regista e braccio destro di Conte nella direzione artistica del teatro - in cui ci siamo trovati ad affrontare problematiche estremamente complesse, ma anche molto avventurose, per portare il teatro fuori dal teatro - per esempio quando abbiamo girato il mediterraneo alla ricerca di una nave, o un’altra volta quando seguivamo con ansia l’asfaltatura di piazzali portuali, o indagato su costi e gestione di un pontone – messa a confronto quella di quest’anno è stata la vicenda più noiosa, perché condotta contro qualcosa che non si può vedre, la burocrazia. Lunga un anno e mezzo» e non ancora definitivamente conclusa.

Le notizie, infatti, sono buone a metà: il Demanio dello Stato (ente proprietario di Forte Begato) è d’accordo perché la Tosse a luglio trovi casa al forte con lo spettacolo La notte delle favole (dal 3 al 29 luglio, ore 21) e con una programmazione che prevede dal 6 al 29 luglio una serie di eventi pomeridiani con il Teatro dei Burattini di Luzzato&Cereseto in Canta Canta Cantastorie in uno spazio dedicato ai ragazzi: La piazza dei Teatrini. Ma ha anche deciso di chiedere un affitto. «Si è parlato di cifre assolutamente accettabili», spiegano Conte e Maifredi, ma di preciso quanto ancora non si sa. Insomma, tutta la matassa non è ancora completamente sbrogliata. E anche a livello di programmazione ci sono porte aperte, specie quella sulla musica. C’è ancora del lavoro da fare, ma l’idea è proporre tre concerti, dopo la rappresentazione, nei tre sabati di programmazione a partire dalla mezzanotte. Per ora Maifredi conferma la volontà, ma lascia aperte diverse opportunità; certo è che si tratta di chiamare «gruppi giovani o emergenti e non basare tutto su pochi grandi nomi».

Nel frattempo Ettore Zauli, ex-direttore dei giardini per il Comune di Genova e responsabile del Parco delle Mura, ora in pensione (ma agronomo ancora in attività come docente all’università e come consulente per esempio per Euroflora, per lo stadio di San Siro, ecc.), insieme ad Emanuele Luzzati e Conte stesso ricorda gli inizi di un’avventura lunga 10 anni e che ha maturato all’interno del teatro competenze nuove. Una grande esperienza, con azioni di impavido coraggio e «incoscienza», come sottolinea Luzzati, per tirar fuori la spettacolarità anche dal virtuosismo di palcoscenici inusuali. Tutto cominciò nell’89, da un’idea condivisa (tra le figure trainanti l’allora assessore della Regione Valenziano) con lo spettacolo Nel ventre della Bastiglia. Quella volta si doveva andare in scena proprio sulla scenografia naturale di Forte Begato, ma poi all’ultimo ci si spostò al Forte Sperone, perché qualcuno si ricordò che al Begato c’erano ancora delle bombe. Il successo di pubblico negli anni è cresciuto dalle 2.000 presenze dell’89 alle 24.000 del 1998 con il Decameron. Persino Luzzati ricorda il suo stupore di fronte all’affluire della gente, «chiamata a partecipare magari in piedi, o seduti su un sasso».

Conte rilegge oggi l’esperienza del Teatro ai Forti come cruciale anche per la sua idea di teatro: «Mi ha fatto ragionare sull’esperienza antica del teatro, prima dei greci. Per me non è mai stata una gita fuori città, ma il recupero di quella dimensione antica della rappresentazione fatta di un rapporto molto più stretto fra interprete e pubblico, come quello tra un sacerdote e pochi convenuti, poi sparita con il teatro comodo, da poltrona dell’Ottocento».

Sia come sia, a breve ci sarà una vera e propria gara (proposte entro il giugno 2006) per la gestione del Forte Begato. L'assegnazione prevede l'apertura annuale e non periodica, concessa per un tempo che può arrivare a un’estensione massima di 19 anni. Su questo fronte la Tosse si è preparata con un programma agguerrito che prevede un Festival internazionale di Teatro, (da maggio ad ottobre) che conterebbe sulla famiglia Chaplin (Jean-Baptiste Thiérréee, Victoria e Aurelia Chaplin e James Thiérrée), pronta a portare tutta la sua più recente produzione, tra cui il nuovo spettacolo di James, dopo il pluripremiato passato da Genova nel 2001 e recentemente acclamato dalla , e poi sulle forze del gruppo tedesco Flöz (ricordate ?), la compagnia Materiali Resistenti () e molte altri gruppi passati sul palco di salita Sant’Agostino. La Tosse sta anche dialogando con e, in particolare, con ATI-Forte Begato per creare un centro di attività anche turistica che crei la possibilità di ristoro e rifugio per passeggiate, escursioni, ma anche laboratori.

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