Magazine Mercoledì 24 maggio 2006

Segnali di Fumetto

Nelle immagini alcune istantanee di Wolverine
Quando è apparso la prima volta, nel 1974, nessuno sapeva che era un supereroe. All’epoca era solo uno degli avversari messi sulla strada di Hulk; era solo un supersoldato canadese con una moralità molto dubbia e un pessimo carattere, poco interessato al fatto che Hulk fosse incazzato con lui. Poi nel 1975, l’intuito di Len Wein, la voglia di dare spazio ad eroi stranieri e la penna di Chris Claremont hanno fatto sì che quelle tavole anni settanta fossero le prime su cui costruire la vita editoriale del mutante canadese diventato anima stessa degli .

non è solo un personaggio molto versatile da un punto di vista psicologico, ma è anche una vera miniera di opportunità grazie alle sue armi – gli artigli retrattili – e il suo potere di rigenerazione che lo rendono capace di subire tanta violenza, quasi quanta ne possa infliggere.

Fin dall’origine la fortuna del personaggio era che di lui non si sapesse nulla. Al contrario dei suoi colleghi, caratterizzati dal passato, dai traumi e dalle scelte, quello che ha sempre reso speciale Logan (questo è il suo nome) è che le sue origini fossero un mistero.
Neppure lui sa nulla di se stesso. Nessuna informazione su quali siano i suoi poteri né come si siano manifestati, nessuna informazione sullo scheletro di adamantio - il metallo che lo rende letale prima che indistruttibile - nessuna informazione sugli artigli; nessuno sa neppure quando compia gli anni né quanti ne faccia! Pensate che quando qualcuno gli chiede quale sia il suo piatto preferito, lui risponde con una parolaccia.

Il suo passato è una pagina bianca tutta da scrivere e libera dai vincoli che spesso limitano tanti altri personaggi.
Prendete l’; le sue origini non possono essere mutate. Per essere quello che è un ragno deve morderlo, suo zio deve morire e sua zia deve preparare un’ottima torta di mele.
Per Logan questo non vale. Lui è un eroe con un presente, incerto e un futuro da scrivere tanto quanto il passato.

Le origini di Wolverine quindi non sono state solo fondamentali per i primi due capitoli della saga cinematografica - che vedrà a partire dal 26 maggio - ma è anche un vera e propria sfida narrativa nella quale si sono cimentati, con successo, i migliori sceneggiatori, da Frank Miller a Claremont passando per Barry Windsor Smith, Paul Jenkins, Bill Jemas e Joe Quesada.

Consigli per gli acquisti: Wolverine ha una testata sua che esce tutti gli ultimi mercoledì del mese. Se lo conoscete poco, prima di andare in edicola, fate un salto in videoteca o al cinema, i film sugli X-Men sono un ottimo prodotto sia da un punto di vista fumettistico che cinematografico.
Le migliori storie sulle origini del personaggio sono Weapon X, raccolta in un corposo volumone da 130 pagine pubblicato in Italia nel 1994 e nel volume intitolato le origini, il numero 31 della raccolta pubblicata da con la supervisione di .
Se avete voglia di avventurarvi in qualcosa di nuovo e nel quale Logan sia protagonista torno a consigliarvi l’eccellente .
Solo un consiglio: se avete qualche riserva nell’approcciare il personaggio perché ne sapete poco, non abbiate paura, nessuno ne sa tantissimo, nemmeno lui.
di Francesco Cascione

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