Magazine Martedì 23 maggio 2006

Un gustoso minestrone di autori

Magazine - Cosa ci fanno Wilma De Angelis, Dario Fo, Franca Rame, Platinette, Marco Vallarino, Alberto Fortis, Ivan Cattaneo, Carmen Iarrera, Paolo Limiti, Fabio Canino, Andrea G. Pinketts tutti insieme? Un bel minestrone, cucinato da Lucio Nocentini.
L’ultima sua opera, La minestra sul cortile (Coniglio Editore), raccoglie tutti loro ed altri - come Lia Volpatti ed Eleonora Sottili - in un libro che è in realtà una serie di istantanee sul nostro paese.
Non fatevi ingannare dal titolo: il riferimento a La finestra sul cortile di Hitchcock si ferma al primo racconto, proprio di Nocentini. Quello che segue è un piacevole, a volte disorientante, a tratti sorprendente mélange dove si trova un po’ di tutto. E c’è anche la buona causa: invece che pagare gli autori, Lucio ha deciso di devolvere le entrate all’ , che si occupa di assistenza completa e gratuita ai malati inguaribili di cancro.
Giovedì 25 maggio alle 18.00, presso la libreria Portoanticolibri (Porto Antico - Palazzo Millo), il sottoscritto vi consiglia la minestra insieme a Lucio, Marco Vallarino, Alessandra Ruspoli ed Eleonora Sottili.

Nocentini non è nuovo alle collaborazioni particolari. Nel 1999 pubblica Il mistero della minestrina vegetale (ancora zuppe), protagonista una Wilma De Angelis nei panni della Miss Marple de noantri. Wilma, già cantante e conduttrice della trasmissione Sale, pepe e fantasia, si ritrova osservatrice passiva (con gamba rotta) di un omicidio che avviene nel proprio palazzo.

È solo l’inizio di un percorso senza fine né senso, ma che regala alcune chicche. Intanto i contributi di Fo e della Rame: il primo è un estratto dall’opera teatrale L’anonimo bicefalo, il secondo un divertente e surreale racconto sulla procreazione assistita, sulla manipolazione genetica, e sullo scambio di organi genitali.

Si naviga tra il giallo di Luca Crovi, una breve escalation di follia vendicatrice, e l’ironico Signore in rosso di Pinketts, sul rapimento del Gabibbo.
Si incontra più volte il nome Lucio Nocentini, non a caso. «Inizialmente dovevo pubblicare solo i miei racconti - dice il curatore, che oltre a fare lo scrittore e il pittore nel tempo libero è dentista. Poi una serie di casi mi ha portato a contattare tutte queste persone, che si sono prestate subito».

Chiude materialmente, ma anche metaforicamente, il racconto di Eleonora Sottili Dieci piccoli racconti, nel quale l’autrice fa in modo di uccidere i protagonisti dei racconti precedenti. «La trama è fedele a Dieci piccoli indiani di Agatha Christie - dice Lucio – tanto che il racconto è stato scritto con il libro della giallista alla mano».

Si tratta di un esperimento tutto sommato riuscito. La tensione non è costante in tutti i racconti, ma alcuni di essi sono veramente godibili.

di Daniele Miggino

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