Magazine Lunedì 22 maggio 2006

La posta del cuore

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Convivenza sì o no?

Cara Antonella,
mi chiamo Simone, ho 30 anni e ti scrivo da Bergamo perché ho proprio bisogno di un tuo consiglio. Da circa 1 anno sto frequentando una ragazza di 6 anni più giovane di me che attualmente vive e lavora a Parigi. Ci siamo conosciuti lì perché il mio lavoro mi porta molto spesso in quella città (anche 2 o 3 volte al mese) e, per me, fu un colpo di fulmine. Lei capì quasi subito cosa provavo, ma stava attraversando un momento difficile (la fine di una brutta storia) e non voleva sbilanciarsi troppo. E poi non ci conoscevamo bene, quindi è comprensibile questo suo comportamento. Ma io ho "insistito" nel volerla conoscere e, dopo decine di uscite insieme, ci siamo ufficialmente messi insieme (ciò è accaduto lo scorso marzo).

Il suo lavoro è abbastanza duro ed il suo contratto scadrà verso la fine di quest'anno, perciò ha già iniziato a pensare al suo futuro. Vista la nostra situazione sentimentale (io sono pazzo di lei e lei sembra contraccambiare in pieno questi miei sentimenti) abbiamo iniziato a parlare di una sua possibile venuta in Italia per poter vivere con me e trovare un lavoro qui. Il mio dubbio è proprio questo: stiamo correndo troppo? È poco saggio iniziare una convivenza dopo una relazione che, anche se intensa e complice, non dura da nemmeno 1 anno? Noi ci siamo scambiati molte confidenze e ci siamo raccontati molti "segreti" che non avremmo detto ad altre persone, ma non vorrei che una convivenza potesse rovinare questo nostro magnifico rapporto. Molti miei amici pensano che stiamo correndo troppo ed io non so cosa pensare.

Caro Simone,
premesso che solo tu conosci bene la situazione e la ragazza, quindi è bene che tu ci rifletta su cercando di guardare la situazione e tutte le sue implicazioni "dall'esterno", il mio parere è: buttatevi! Mi dispiace dover dire che spesso i consigli che invitano alla prudenza sono dettati da un fondo d'invidia che magari neanche l'amico/a è in grado di riconoscere. Fatelo, mi sembra di capire che lei non perda nulla lasciando Parigi. E questo è l'unico punto veramente importante. Perchè non si costruisce un rapporto saldo e paritario sui rimpianti di uno dei partner. Se questa scelta redicale comportasse grandi rinunce sul piano professionale, allora sì che dovreste pensarci più che bene: lei potrebbe avere il buonsenso di non fartelo mai pesare, ma ci soffrirebbe per tutta la vita.
Detto questo, auguri! Spesso le storie brevi ma intense danno frutti meravigliosi.
Antonella

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di Antonella Viale

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