Magazine Lunedì 22 maggio 2006

L'Agnese va in montagna

La scrittrice Cristina Rava si era già impegnata in un recupero della memoria, con la trascrizione di fiabe raccontate nelle veglie in montagna nella zona del Marguareis e di novelle della Liguria rurale, raccolte nei libri Maravarez e Histoire strampalate. Un recupero del passato che dà un senso profondo alla scrittura.

Questa volta non ci sono leggende, favole o misteri che mettono in relazione con l’inconscio, ma la parte di vita vissuta che ci mette in contatto con la nostra storia, anche più recente. Così è nato il libro: I giovedì di Agnese edito dalla Fratelli Frilli Editori, che dimostra, in questo caso, l’attenzione anche a tematiche civili e non solo al giallo o noir.

C’è molta letteratura sul periodo storico raccontato nel libro di Cristina Rava. Molte le testimonianze degli anni di guerra, anni di paure e morte; ma quanto scritto da Cristina trova un degna collocazione nel testo, sia per la qualità della scrittura, sia per la descrizione di quei luoghi di montagna della Liguria, considerati in quel tempo zona franca, tranquilla: le valli sopra Borghetto Santo Spirito, luoghi di grotte, di pesche e di tane.

Con gli occhi di una ventenne, Agnese, e con la penna di Cristina, riviviamo una storia di guerra lontana. Il titolo I giovedì di Agnese mi ha ricordato il libro L'Agnese va a morire di Renata Viganò del 1949, edito da Einaudi. Quel libro raccontava la storia di una donna di mezza età, un’altra Agnese, che da una vita tranquilla accanto al marito passava dapprima a una vita sotterranea di collaboratrice dei partigiani e poi all'azione clandestina insieme alle truppe della Resistenza.

L’Agnese di questo libro, oggi un'anziana donna di 85 anni, è una maestra di una volta, di quelle che non si incontrano più: una donna rigorosa di una generazione che ha vissuto la guerra e la pace, l’orrore e la speranza; ha vissuto la miseria e il benessere del consumismo, rimanendo con i suoi saldi principi etici.

I ricordi di Agnese sono registrati con una scrittura puntuale e partecipata da Cristina Rava. Un incontro tra due donne diverse, ma accomunate dalla voglia di trasmettere la ricchezza di valori come la pace, mai sopiti. Dalla lunga chiacchierata, tra le due donne, nasce il libro, che annota tutti gli avvenimenti storici vissuti, in modo che definirei poetico, per la partecipazione di Cristina alle situazioni narrate.
Tutti i giovedì, per un periodo durato parecchi mesi dell’anno 2005, Cristina incontra Agnese e quest’ultima dà a Cristina l’opportunità di scrivere una storia.

E' un testo che porta anche alla riflessione su un altro tema: quante cose potremmo sapere interrogando i vecchi che ci stanno accanto e che invece ascoltiamo sempre meno, o con sufficienza? Forse anche questo è un merito di Cristina Rava: avere messo la sua capacità e voglia di scrivere al servizio di una cosa semplice e bella, la storia di una donna anziana che ha qualcosa da insegnarci ancora.

Giorgio Boratto
di Giorgio Boratto

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