Tutta l'Opera del prossimo anno - Magazine

Teatro Magazine Teatro Carlo Felice Venerdì 19 maggio 2006

Tutta l'Opera del prossimo anno

Magazine - Genova. Una stagione lunga, densa, straordinariamente variopinta per tipologie di proposte e per l’arco temporale che queste abbracciano, nonostante i tagli feroci alla cultura contenuti nell’ultima Legge Finanziaria: è così che si presenta la nuova Stagione Artistica 2006 – 2007 della Fondazione Teatro Carlo Felice, presentata giovedì 18 maggio dal Sindaco di Genova Giuseppe Pericu, presidente del Consiglio d’Amministrazione della Fondazione, e dai vertici del Teatro, il Direttore Artistico Alberto Triola e il Sovrintendente, Gennaro Di Benedetto. A margine della conferenza stampa abbiamo intervistato proprio quest’ultimo per parlare insieme a lui di quello che vedremo da settembre sul palcoscenico del Carlo Felice.

Allora Sovrintendente, una stagione che abbraccia molti secoli di musica e prevede molti appuntamenti. Insomma, un colpo d’ala dopo le agitazioni degli ultimi mesi e i tagli al FUS?
«Assolutamente sì: sono dell’avviso che i negozi che non hanno nulla da esporre in vetrina sono negozi che non vengono frequentati, per cui è dovere del Teatro continuare, anche nei momenti più difficili, nella svolta intrapresa in questi ultimi anni. E proprio nell’ottica di una grande “vetrina” di capolavori del teatro musicale s’inquadrano gli spettacoli che abbiamo scelto per la Stagione d’Opera: inaugurazione a novembre con Il Flauto Magico nello splendido allestimento di Lele Luzzati, per concludere l’omaggio al 250° compleanno di Mozart. Poi, un bel salto al verismo, con Cavalleria Rusticana e Pagliacci, ma anche con una rara proposta di riscoperta con Le Villi di Puccini, prima assoluta per Genova. Sarà molto interessante vedere all’opera un grandissimo attore di teatro di prosa come Sebastiano Lo Monaco, negli stessi giorni al Teatro della Corte con Sei personaggi in cerca d’autore, che firmerà la regia di queste due opere: sarà un viaggio in Sicilia a tutto campo. Arriveremo successivamente a Natale con Il lago dei cigni di Ciakosvkij, mantenendo la tradizione del balletto durante le festività. Dopo Don Pasquale di Donizetti, Il castello del principe Barbablù di Bartòk, L’amore delle tre melarance di Prokofiev, La forza del destino di Verdi, che doveva aprire la stagione, la chiuderà a giugno 2007».

E difatti la Stagione d’opera inizia con Mozart con circa un mese di ritardo rispetto al solito: 16 novembre 2006. In compenso, da metà settembre ci aspetta una raffica di concerti con l’orchestra del Teatro e grandi solisiti…
«Già: ci sarà uno straordinario ciclo di serate dedicate ai cinque concerti per pianoforte di Beethoven, interpretati da cinque grandi star del concertismo italiano: Andrea Bacchetti, Pietro De Maria, Gianluca Cascioli, Giuseppe Andaloro, Roberto Cominati. E ancora l’integrale delle Sinfonie di Robert Schumann, in parallelo, con cinque direttori stranieri, tutti giovani emergenti. E poi avanti con un secondo ciclo di concerti in primavera, con tema dominante la Russia: musiche e interpreti rigorosamente al di là degli Urali che non potranno non incontrare il favore del pubblico».

E i prezzi? I tagli al FUS si ripercuoteranno sul pubblico?
«Per nulla, i prezzi restano bloccati, come accade da anni. Non solo, stiamo lavorando a ulteriori agevolazioni per gli abbonati e il pubblico più fedele, che ci ha sostenuto anche in momenti difficili. Naturalmente, un occhio di riguardo anche per i giovani e per i cicli sinfonici. Ma la vera novità, di cui parleremo più avanti, è un ciclo di appuntamenti dedicato alle famiglie: genitori e figli a teatro insieme, con la possibilità di biglietti gratuiti per i più piccoli».

Vuole lasciarci con un messaggio per i lettori di mentelocale.it, che magari non vanno all'opera così spesso?
«Vorrei che il Carlo Felice stimolasse soprattutto la curiosità dei lettori. La mia impressione è che oggi si stia assistendo a una ripetizione di meccanismi in voga ormai da tempo: giornali, tv, pubblicità e quant’altro. Vedrei bene una rottura di queste abitudini, calandosi in una realtà che è molto più semplice, capire lasciandosi trascinare e godendo in termini di immediatezza, piuttosto che pensare di dover approfondire da subito, il senso musicale ultimo di ciò che si ascolta: lasciarsi trasportare da quello che è un patrimonio storico del nostro Paese. Sarebbe un inizio di percorso davvero bello: le nostre porte sono aperte, e noi vogliamo portare il teatro e la sua musica il più possibile vicino alla gente. La musica classica e il Carlo Felice non sono un fenomeno per pochi, ma per tutti».

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