Magazine Mercoledì 17 maggio 2006

Vendetta: sì o no?

Se vuoi contattare Antonella Viale scrivi una email a lapostadelcuore@mentelocale.it

Magazine -

Caro Loris e cari lettori,
pubblico volentieri questo contributo - anche se fa ipotesi poco realistiche su un mio coinvolgimento tanto diretto e emotivo nelle vostre vicende personali - perchè mi sembra che, oltre a prendere una posizione diversa dalla mia sul consiglio ad , metta sul tappeto un paio di questioni interessanti da leggere e, forse discutere:
- quella etica: nella vita è meglio essere "buoni" o "cattivi"? E la scelta è da porre su un piano etico, appunto, oppure "strategico"? Molto interessante;
- il pachistano e la dinamite: mi sembra faccia trasparire un filo di intolleranza. Ha ancora senso? E se fosse stato siciliano avrebbe portato la lupara? Abbiamo forse "spostato" una certa intolleranza dai nostri connazionali immigrati agli extracomunitari, specie se di fede islamica? E, per finire, che ne pensate della vendetta? Prima di dire la mia, mi piacerebbe molto ricevere altre opinioni.

Ciao a tutte/i,
Antonella

Ciao, ti scrivo in relazione a , pubblicata nella "Posta del cuore".
Cara Antonella,
ho varcato il mese scorso la soglia dei trenta e mi ritrovo ogni tanto a dare uno sguardo al portale di mentelocale, più che altro per variegare la mia vita sociale fino a poco tempo fa impegnata esclusivamente nelle piste da ballo. Talvolta mi capita di leggere gli articoli in prima pagina, per curiosità e per apprendere cosa pensano i miei coetanei. E capisco anche il tuo impegno nel dispensare consigli e infondere coraggio alla gente, che non si trova a suo agio nelle inesplicabili questioni amorose. Certo, sei una che l'amore lo vive, l'ha vissuto e certamente lo teorizza, (come biasimarti, anche io ho le idee molto chiare, talmente chiare che talvolta mi sento come rinchiuso in un manicomio).

Ma c'è qualcosa che non mi sta bene nella tua risposta, e magari lo sai già. Avevi di fronte una ragazza ferita, talmente ferita che scrive alla posta del cuore, azione impensabile per chi conduce una vita serena al di fuor di ogni ragionevole dubbio. Per caso una cavia su cui sperimentare un desiderio di rivalsa che in passato non hai avuto il piacere di prenderti?
Ho letto molto velocemente alcune tue risposte nella rubrica: ne è scaturita una tua inclinazione molto positiva, ovvero "la presa di coscienza del rapporto": giustissimo!, ho pensato. Ma a parte questa che può variare, come varia il rapporto che abbiamo col partner, ce n'è un'altra, immutevole e ben salda dentro di noi: la coscienza di chi siamo, cosa vogliamo e cosa dobbiamo fare, le prime due forse le sai, ma è la terza che non mi garba, ovvero il voler scegliere la vendetta, men che mai consigliarla a qualcuno. Ok, l'ho detto.. A parte che ti sei scelta una cavia debole, in quanto "fresca", quindi non del tutto determinata (hai pensato al fatto che il pakistano, magari integralista dal cuore di pietra, possa ripresentarsi, con un bel mazzo di rose e un candelotto di dinamite negli slip al solo fine di vincere definitivamente e spezzarle il cuore una volta per tutte?)

Quello che voglio dire è che la vendetta non porta a nulla e dà una soddisfazione effimera e blanda. A volte pensiamo di essere i più furbi, ma basta sondare le nostre conoscenze per capire che, al giorno d'oggi, quasi tutti aspettano il momento opportuno per consumarla, infilandosi loro malgrado in quel tunnel di rancore che porta a un susseguirsi di azioni malvagie che lo vedono inevitabilmente soccombere di fronte alla controparte spregiudicata e cattiva.
Io ho escogitato un rimedio. Quando l'idea di vendetta affiora nel mio cervello mi chiedo: "sono il più buono o il più cattivo?" La posta in palio è grossa e talvolta propendere per il "Perdono": stizzisce l'avversario ancor più della vendetta.

In fondo questo non avverrà mai, probabilmente lui ci dimenticherà, ancora tronfio e coi denti serrati sul coltello, mentre si prende gioco di noi nella pubblica piazza. Ma questo non importa, sono rimasto coerente (non alla vendetta) e ho vinto ancora una volta l'eterna lotta del bene contro il male. Inoltre, e non meno importante, posso conservare le energie quando si tratta di tirare fuori le palle, quando servono veramente. La speranza è comune a tutti, invece: incontrare qualcuno che mi amerà per questa scelta.

Loris

Leggi la su mentelocale.it

di Antonella Viale

Potrebbe interessarti anche: , Perché lui non vuole una storia a distanza? , «Mia madre ci ha sorpreso nudi. E adesso?» , «Aiuto! Subisco violenza dal mio convivente» , Io e il mio amico siamo finiti a letto. Ma ora lui è scomparso , Sono innamorata del mio migliore amico. Che faccio?

Oggi al cinema

The End of the Tour Di James Ponsoldt Drammatico U.S.A., 2015 Nel 1996, poco dopo la pubblicazione del rivoluzionario romanzo Infinite Jest, l’acclamato autore David Foster Wallace concede un’intervista di cinque giorni al giornalista David Lipsky, inviato dalla rivista Rolling Stone. Con il passare... Guarda la scheda del film