Credo in un solo dio, l’Amore - Magazine

Attualità Magazine Lunedì 15 maggio 2006

Credo in un solo dio, l’Amore

Magazine - Sui quotidiani di venerdì 12 maggio si sono accesi i confronti e manifestati i più diversi punti di vista rispetto alle affermazioni di Papa Benedetto XVI sull'amore. Riceviamo e pubblichiamo un contributo di un nostro lettore.

Come si permette Benedetto XVI di giudicare un amore con aggettivi quali “forte” e “debole”? Come può fare una simile distinzione una persona che non ha la possibilità (e la volontà?) di dividere la propria vita con qualcuno? Se non in modo platonico ed ideale?
Mi sembra grave e riduttivo decidere quanta potenzialità e forza ha un rapporto solo basandosi sul fatto che questo sia fertile o meno.
È solo questo l’amore? Un mezzo che ha come fine ultimo la riproduzione? E cosa sono dunque le altre forme d’amore? L’amore di una madre verso un figlio, di un uomo verso un dio?

Ritengo incredibile e indecente che la Chiesa, stato straniero e indipendente dal nostro, continui ad influire così pesantemente ed insistentemente nella politica di uno stato, l’Italia, che non dobbiamo mai dimenticarci essere laico. Non fraintendetemi, ho pieno rispetto di chi ha fede e ogni domenica va in chiesa, non è una cosa che mi riguarda. Ma perché qualcuno deve sentirsi libero e giustificato a giudicare chi sono io, cosa faccio e cosa voglio fare della mia vita? Qualcuno che della vita vera, che faccio io e altri milioni di persone, ne sa davvero poco.

È forse normale vivere in uno stato contro natura, cioè senza la possibilità di avere un compagno o una compagna, di avere rapporti sessuali e, mi viene quasi da ridere, senza la possibilità di procreare? Questo sì che sembra assurdo. Come si può giudicare qualcosa di cui, per scelta, non si fa parte? L’amore è ovunque, in ogni gesto, in ogni sguardo, in ogni rapporto. È qualcosa così sopra di noi che a difficoltà lo controlliamo e che a volte arriviamo a temere. Con che presunzione Benedetto XVI ha razionalizzato questo miracolo insito nella natura umana creando delle mere categorie, arrivando a definire un amore con un aggettivo quale “debole”?

Il papa è libero di pensare quello che vuole, riguardo ai temi che più gli stanno a cuore: fecondazione assistita, aborto, eutanasia e unioni di fatto. La cosa fondamentale è che tutti dovremmo essere liberi di pensare quello che vogliamo e che le idee di tutti dovrebbero essere rispettate. Non è più ammissibile vivere influenzati e condizionati da sermoni e omelie che esulano dalla tematica religiosa e sfociano in modo imbarazzante nella politica di uno stato laico, di cui il Vaticano non fa parte.

Il PACS o altre leggi non sono in grado di intaccare un amore o un rapporto, possono solo in modo disumano riconoscerne o meno i diritti. Qualunque cosa possa dire il pontefice, le persone saranno sempre libere di amare come e quanto vorranno, nel modo che riterranno più bello, più importante e più naturale.

Federico Castelli

Potrebbe interessarti anche: , Come abbattere le barriere architettoniche con i montascale per disabili , Mastoplastica additiva: come affrontare al meglio il post operatorio , Msc Crociere per l'ambiente: prima compagnia crocieristica al mondo a impatto zero di Co2 , Addetto Ufficio Merci: il bando per il corso della Scuola Nazionale Trasporti e Logistica , Veicoli commerciali: tutti i vantaggi del noleggio