Testi freschi al Piccolo della Corte - Magazine

Teatro Magazine Teatro della Corte Giovedì 11 maggio 2006

Testi freschi al Piccolo della Corte

In alto, l'anfiteatro sul palcoscenico del Teatro della Corte

Magazine - Genova. Dulcis in fundo, come ormai da molti anni, al Teatro Stabile di Genova, con le Mises en espace, dal 16 maggio al 3 giugno 2006 che chiudono la stagione teatrale ampliando gli orizzonti. Il Teatro della Corte si traveste/tramuta nella Piccola Corte (con il pubblico disposto ad anfiteatro sul palco), proprio per ospitare la XI Rassegna di “Mises en espace”, dedicata alla nuova drammaturgia contemporanea. Tre le novità: una italiana, Di eroi, di spie e altri fantasmi, scritta appositamente da Carlo Orlando e Nicola Pannelli, e dedicata al racconto della storia di Guido Rossa, il sindacalista ucciso dalle Brigate Rosse a Genova il 24 gennaio 1979 (dal 16 al 20 maggio); una irlandese, Dust to Dust, del drammaturgo Robert Farquhar, in cui si racconta il viaggio di tre amici per restituire alla terra le ceneri di un loro compagno morto in un incidente (dal 23 al 27 maggio); e una statunitense, Un posto luminoso chiamato giorno, firmata dall'autore Tony Kushner - già noto negli anni Novanta per e più recentemente come sceneggiatore di Munich di Spielberg - il quale ricostruisce le vicende personali di cinque persone del mondo dello spettacolo e della cultura i giorni della presa del potere di Hitler in Germania (dal 30 maggio al 3 giugno).

Ideata nel 1996 da Carlo Repetti, direttore del Teatro Stabile, la rassegna alla sua undicesima edizione è andata crescendo d’importanza e di durata nel corso degli anni, anche avvalendosi della collaborazione del Goethe Institut, Alliance Française de Gênes, British Council, dell'Università di Genova e Museo-Biblioteca dell'Attore. Le “Mises en espace” del Teatro Stabile di Genova hanno permesso di conoscere numerose opere della drammaturgia contemporanea nazionale e internazionale (con quest’anno saranno complessivamente trentaquattro), favorendo per alcune di queste (da La bella regina di Leenane a Der Totmacher, da Mojo Mickybo a, Galois, sino a Holy Day e Eden) il passaggio a una vera e propria messa in scena con autonoma vita sui palcoscenici italiani.

E proprio il successo delle "Mises en espace" ha suggerito a due ex-allievi della Scuola di Recitazione, Nicola Pannelli e Carlo Orlando, di proporre al teatro un testo scritto appositamente per la Rassegna Di eroi, di spie e altri fantasmi, che nel sottotitolo spiega: «Storia di Guido Rossa e delle Brigate Rosse a Genova». Tratto da Colpirne uno per educarne cento, di Giancarlo Feliziani e dalla antologia di documenti Sguardi ritrovati (edizioni "Sensibili alle foglie"), il lavoro è stato scritto adattando per la scena avvenimenti e personaggi che appartengono alla cronaca degli anni di piombo, ma liberamente rivisitati da uno sguardo teatrale.

Il secondo appuntamento, Dust to Dust è con la rivelazione del Festival di Edimburgo 2002: un testo e uno spettacolo particolarmente apprezzati dal pubblico e dalla critica per lo humor che sottende il suo mettere in scena il pur tragico evento e la forza comunicativa di una struttura drammaturgica che intreccia in modo sempre più stringente i monologhi dei tre protagonisti.

L'ultima proposta è un incontro con l'autore di Angels in America, vincitore di numerosi premi e diventato best-seller televisivo (per la regia di Mike Nichols e l’interpretazione di Al Pacino, Meryl Streep ed Emma Thompson), Tony Kushner è un autore poco frequentato in Italia, ma considerato tra i più interessanti della nuova drammaturgia statunitense. Scritta nel 1994, A Bright Room Called Day è una commedia ambientata a Berlino negli ultimi mesi della Repubblica di Weimar, che stava naufragando sotto la spinta della progressiva conquista del potere di Hitler. La struttura drammaturgica è quella di un “kammerspiel”, in cui la vastità degli eventi storici che fanno da sfondo all’azione scenica si coglie solo attraverso la forza evocativa di alcune didascalie cronologiche e le conseguenze che si abbattono sui personaggi, per lo più legati al mondo del cinema e della cultura, divisi dall’ideologia e poi costretti progressivamente alla fuga dall’affermarsi del nazismo. Incorniciata dalla voce monologante di un coro che commenta a posteriori i fatti dall’America di Ronald Reagan, la commedia intreccia al puntuale quadro storico una forte dose di visionarietà allegorica brechtianamente intesa a scuotere e a far riflettere lo spettatore.

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