Diventare grandi con Andersen - Magazine

Teatro Magazine Giovedì 11 maggio 2006

Diventare grandi con Andersen

In alto il clown-provocatore Leo Bassi, in basso Chris Lynam, della generazione di Jungle Edwards, dall'Inghilterra

Magazine - L’ - che non è il - sta diventando grande e le istituzioni (Regione Liguria, Provincia di Genova e Comune di Sestri Levante) si raccolgono intorno al circo di eventi e al Premio Andersen – Baia delle Favole (dedicato alle fiabe inedite e fondato da David Bixio) ormai trentanovenne, come genitori compiaciuti e orgogliosi. Giunto alla sua nona edizione si affianca al premio letterario con una sarabanda di racconti dal vivo, teatro di strada e note musicali sfavillanti invadendo la città di Sestri Levante (GE) e le sue acque, approfittando dello scenario ineguagliabile della Baia delle Favole, per quattro intense giornate (dal 25 al 28 maggio) di programmazione pomeridiana e serale, nata per i piccoli e i ragazzi ma cresciuta nel tempo per soddisfare anche genitori, nonni e single.

L’edizione 2006 nasce, come avrete intuito, abbracciando il tema diventare grandi. È Leonardo Pischedda, direttore artistico del Festival, a fornire un’interpretazione sulla scelta del titolo: «Significa avere coraggio e l’incoscienza per tuffarsi. Fare le cose con calma e serenità, ma non avere paura a lanciarsi, si sia adulti o bambini». David Bixio, papà del premio per favole inedite (premiazione sabato 27 maggio ore 10), snocciola numeri dall’alto di una manifestazione dalla lunga carriera che «non ha bisogno di credenziali». Quasi 1400 le fiabe giunte a Sestri - 300 in più dell’anno scorso - da tutto il mondo, quest’anno anche dalla Palestina, dal Giappone e dalla Nuova Zelanda sui tempi più vari (tra cui l’aviaria) e, colpo di scena, il premio si insinua anche là dove le porte sono ermeticamente chiuse: «È giunta una favola scritta da una suora di clausura di un convento dell’entroterra ligure. Andersen, che non era proprio uno stinco di santo, è andato a cercare in clausura la sua redenzione», chi l’avrebbe mai detto.

L’internazionalizzazione delle due realtà artistiche conviventi quest’anno si è declinata anche attraverso l’inserimento delle stesse nel progetto LITTLE – L’Europa in una favola, (promosso dal ), un concorso fondato su un lavoro nelle scuole i cui esiti sono stati presentati a Bruxelles il 2 maggio e riversati nel numero 2 della rivista In Europa. Rivista di Studi e di Iniziativa Europea, completamente dedicata alla favola, Europe in a Fairytale/L’europa in una favola, realizzato con la cura di Carlotta Gualco. La seconda apertura verso il mondo è a pieno titolo dentro la programmazione del festival, una sezione dal titolo Realtà dal mondo: la Cambogia, con ospitalità d’eccezione, la scuola di circo cambogiana Phare Phonleu Sepalk, che racconterà la storia, collettiva e privata, della Cambogia e i giornalisti del Corriere della Sera a lungo in giro per il mondo Ettore Mo e Corrado Ruggeri.

80 gli spettacoli in programma con molte contemporaneità, come sempre. Vento internazionale per le proposte di teatro urbano provenienti dai quattro punti cardinali con Germania, Cambogia, Belgio, Kenya, Inghilterra, Cuba, Francia e Argentina. Ma la narrazione, che è sempre stata il pilastro portante del festival non vanta minor lustro con affabulatori di tutto interesse, figure che, come ha sottolineato Bixio, «sono ancora le predilette per la somministrazione di storie, proprio per la loro natura orale. Ogni affabulatore finisce per diventare un archetipo di saggezza per il bambino». E allora per i racconti tra il tramonto e il chiaro di luna, alla Baia del Silenzio irrompe il talento trasgressivo e provocatorio del celebre clown Leo Bassi che, dismessi i panni attoriali, vestirà quelli del narratore, ma chissà di quale forma e stile, per La manipolazione (domenica 29 maggio, ore 21.30), racconto sul potere e sulla capacità di esercitarlo. Torna Maurizio Maggiani con le sue Storie (domenica 28, ore 19), arriva il recital di Paolo Villaggio (sabato 27 maggio, ore 19), Com’è cominciata la vicenda, un viaggio tra testi per attor giovani e ricordi di vita, ma arriva anche un giovane narratore, Mario Perrotta, chiamato a spalancare gli sguardi nella notte del festival proprio nella giornata inaugurale il 25 maggio (ore 21.30) con Italiani cincali, cioè zingari, com’erano chiamati gli italiani immigrati in Belgio tra cui anche alcuni familiari di Perrotta. Fra tanti maschi spiccano grazie al cielo due giovani donne, Caterina Guzzanti e Paola Minaccioni, che prendendo spunto dalle favole, ne svelano meccanismi e frottole in Non raccontateci favole (venerdì 27 maggio, ore 21.30), accompagnate da Gloria Clemente al pianoforte e fisarmonica.

Impossibile fornire un quadro completo degli ospiti, degli eventi e delle attività proposte (tra cui i laboratori coordinati da , gruppo di lavoro alla base del festival).
Sappiate comunque che l’inizio (giovedì 25 maggio, ore 10) promette bene, lasciato com’è nelle mani frementi e certo sporche di penna colori e colla, di un migliaio di bambini per un’invasione simbolica – speriamo non solo – di Sestri. E sappiate anche che tra il concerto di Eugenio Bennato e TarantaPower, per ballare la taranta (sabato 27, ore 22) e i preparativi della nuova e prima produzione del festival di teatro-danza, Battesimi, (di , con coreografie di Michela Lucenti – il 27 e il 28 intorno alle 20), si faranno scintille, si darà fuoco ad effetti speciali in un gigantesco paese della cuccagna, dove chi non ci sta s’inganna e forse anche si bagna.

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