Magazine Martedì 9 maggio 2006

Molecole che capitano

Magazine - Un grande tam tam si è creato intorno a 'Cose che capitano', il primo libro di Claudia Priano: tutti vogliono dire la propria. Ecco per voi i punti di vista degli amici di mentelocale.it, in attesa che l'autrice presenti il suo romanzo a Genova. L'appuntamento è per mercoledì 10 maggio al Teatro della Tosse, insieme a Claudia Priano, Tonino Conte e Laura Guglielmi.



Alla ricerca di una buona lettura, rischiamo di questi tempi di essere investiti da fiumi di mediocrità, su carta stampata, e tenui bagliori di bits and bytes, su vari siti e blog.
Talvolta prendiamo in mano - o sul computer - un testo allettante che invece si rivela una delusione, uno spreco di neuroni. Il vuoto assoluto spesso condito da una certa trivialità, contrabbandata per erotismo, che fa vendere ma non trasmette nulla se non disagio.
Per quello, quando da sotto una copertina zampillano sentimenti puri e cristallini, conditi di ironia e indulgenza si prova una benefica sensazione tonificante.

Una doccia che sa di onde marine e fiori di campo. Questa è la sensazione che ho provato leggendo , di Claudia Priano. Ho trovato, avvolta in una copertina rosa, l’espressione della commedia-tragedia umana espressa con grande freschezza di linguaggio e di sentire. Un linguaggio brillante, coinvolgente, racchiude una trama semplice ma originale, che non ha mai cadute, sbavature, momenti di noia o banalità. Si arriva in fondo senza essersi accorti che il tempo è passato, si entra dentro alle pagine per incontrare personaggi unici ma tanto umani da vederceli davanti.

Il libro di Claudia è un evento di cui si parla da un po’, poiché la comunità culturale ligure ha i suoi tam tam più o meno silenziosi. Perché, dunque, un’altra recensione? I sentimenti sono molecole e io ho voluto un po’ giocare a “gaia scienza” proponendovi un cocktail atomico: i sentimenti sono… ormoni e psiche e dunque eccovi le Molecole che capitano….

Le tendenze, le attitudini, gli atteggiamenti mutano di generazione in generazione, talvolta di anno in anno, ma c’è qualcosa che è sempre di moda, a partire dagli albori dell’homo sapiens: sono i sentimenti, eterni come il nostro DNA. Gioia e dolore hanno prodotto fiumi di parole e di pensieri, dai primi testi, tramandati per via orale, alle pietre scolpite, ai rotoli di papiro.
Grida d’amore e di disperazione si sono sempre levate dall’animo umano, pur espressi in lingue, stili, toni diversi. Le grandi opere letterarie, romanzi e poesie, il teatro restano immortali quando esprimono davvero l’animo umano e la cultura li trasporta di secolo in secolo. Di molecola in molecola.

"MOLECOLE … CHE CAPITANO?" SE NEL ROMANZO CI FOSSERO GLI ORMONI…
Uno sguardo, una parola, ed ecco che l’organismo produce alti livelli di feniletilamina (PEA), un composto simile alle anfetamine, ad azione eccitante. Conferisce energia e fa scoccare la scintilla della passione.
Teresa, la protagonista del libro di Priano, una ragazza piena di vita e introspettiva al tempo stessa, magari proprio per colpa della PEA. Ha seguito il bell’Ubaldo, marito decisamente supponente, in quel di Milano.
Pare che l’organismo non possa sopportare lo stimolo della feniletilamina troppo a lungo, dunque la produzione di PEA che caratterizza l’innamoramento si mantiene per un certo numero di mesi, poi decade. Deve avvenire una transizione molecolare per la salvezza dell’organismo.
È necessario un passaggio da un tipo di amore – quello del batticuore – ad un altro più maturo.

La produzione di cortisolo è molto alta all’inizio delle passioni e voca stressve invece comparire la dopamina, la cui attività genera stimoli piacevoli e una sensazione di soddisfazione a contrapporsi alla adrenalina, responsabile al contrario di un certo senso di agitazione. La reazione a catena trasforma l’innamoramento in amore, o comunque in fase progettuale.
E qui si vede come la danza dei neurotrasmettitori in una coppia non sempre sia simmetrica. L’immaturo Ubaldo, nella fase da adrenalinica a progettuale, si perde e scappa con un'altra, la dottoressa Candida, sua collega, nuovamente accecato dal testosterone.

Teresa, dunque, che invece è già cresciuta interiormente, al punto da occuparsi delle camicie (!) e della casa del marito infedele, decide coraggiosamente di ricominciare da capo. E si rifugia, anzi si reinnesta nella comunità delle amiche genovesi. Soffre, si dispera, dorme, non mangia, e si nutre soprattutto delle coccole spirituali delle altre ragazze di una splendida e quasi mitica comunità.

La parte più emotiva dei sentimenti, con propensione alla protezione, è coordinata dall’ossitocina, il prodotto che stimola le contrazioni del parto e genera le attitudini materne, e l’affettività.
Dunque mi piace immaginare che dalle attenzioni delle amiche di Teresa, in particolare la Gigia che la ospita, venga la guarigione del dolore interno. L’ossitocina è associata alla voglia di prendersi cura dell’altro e conferisce benessere e ottimismo.
La fine di un amore è chimica? Ebbene sì. L’abbandono altera di nuovo i livelli di dopamina, principale responsabile del mal d’amore. Induce pensieri ossessivi che stimolano a mettere in campo ogni strategia per cercare di recuperare il (la) fuggiasco/a.

Il pensiero di Ubaldo tormenta la nostra amica Teresa per un bel po’. Il distacco è una “malattia” di pari intensità dell’innamoramento a cui l’essere umano è spesso impreparato. Ma c’è - e Claudia ce lo racconta - un risvolto della medaglia positivo da non trascurare: nella fase di reazione all’essere stati lasciati, ci si apre al nuovo, la dopamina alterata è pronta a far innamorare da capo (possibilmente per qualcuno di più meritevole!).

E di fatto, pur non volendovi togliere la suspence della lettura, gli ormoni d’amore ripartono. Uno sguardo dalla finestra scambiato con il giovane Lorenzo ed ecco che si riaccende la PEA. Scocca la scintilla dell’innamoramento, che si accende nel cervello, il nostro – ebbene sì – principale organo sessuale.
Si assiste, con il nuovo attaccamento, alla produzione di endorfine, una classe di composti simili per la struttura alla morfina: esse hanno un effetto calmante, rilassante ma anche un po’... di droga.

Ma, dopo i primi sguardi un po’ clandestini con Lorenzo, appare, in Cose che capitano, una misteriosa lei. Allora per completare la mia scherzosa analisi microscopica e chiudere il cerchio, aggiungiamo la vasopressina, un ormone che induce il senso di protezione, ma anche il controllo della territorialità. È l’ormone della gelosia. E un pochino pizzica tutti, chi più chi meno; anche Teresa non ne sarà immune.

Musica – colonne sonore – aromi, chiacchiere, riflessioni, tutto si amalgama nel libro di Claudia Priano. Non spaventatevi: le molecole sono solo nella mia recensione: lì c’è solo poesia e letteratura, e tante acute osservazioni sull’umanità.
Finalmente una storia che profuma di sole e voglia di abbracci, non per niente la rubrica è proprio Claudia, in carne, ossa, cuore e… molecole. Da non perdere.

di Adriana Albini

Potrebbe interessarti anche: , Il Natale del commissario Maugeri, l'ultimo libro di Fulvio Capezzuoli. La recensione , Bonelli: Dylan Dog e Martin Mystere nell'Abisso del male , A mali estremi: nuovo caso per la colf e l'ispettore di Valeria Corciolani , Peccato mortale di Carlo Lucarelli: un altro intrigo da risolvere per il commissario De Luca , Le Quattro donne di Istanbul: un romanzo suggestivo e commovente di Aişe Kulin

Oggi al cinema

Alpha Un'amicizia forte come la vita Di Albert Hughes Azione, Drammatico, Thriller U.S.A., 2018 Dopo una battuta di caccia finita male, un giovane uomo delle caverne lotta contro una serie di ostacoli per ritrovare la strada di casa. Un’emozionante storia di crescita ed iniziazione arricchita dal forte rapporto tra il protagonista e un lupo. Guarda la scheda del film