Concerti Magazine Venerdì 5 maggio 2006

Pars Destruens

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Per essere in due, i Pars Destruens dimostrano sin dal primo ascolto un pregio veramente notevole con questo demo: la capacità di costruire canzoni dai suoni pienissimi. La loro musica, infatti, risulta sempre ben compiuta anche nei brani più minimali.

Quattro canzoni con pregi ma anche qualche difettuccio. Prima di tutto bisogna riconoscere l’ottima verve del brano meglio riuscito del disco: pur rimanendo classicissima Winnie the junk è, infatti, un’ottima rock-song trascinante, ben suonata e ben cantata.

I Pars destruens perdono un po’ invece, quando diventano eccessivamente citazionisti: non so se sia voluto ma alcune parti vocali di Killing winnie ricordano veramente troppo Maynard dei Tool, così come alcune parti dell’iniziale King hanno un retrogusto grunge un po’ sovrabbondante.

Nonostante questi piccoli e sorvolabili problemi i quattro brani vanno a comporre una quindicina di minuti piacevoli, anche la conclusiva strumentale Pearl è un ottimo brano, il più stoner del cd.

Concludo ponendo quindi buone speranze in future canzoni un po’ più personali di questo gruppo che dimostra una buona vena compositiva e ottime capacità in fase d’esecuzione.

Daniele Guasco

Tracklist
1. King (3:40)
2. Winnie the Junky (2:51)
3. Killing Winnie (4:09)
4. Pearl (3:07)

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